lunedì 14 dicembre 2015

MELUCCA - Crostata di zucca e mela con brisée dolce all'olio


CATEGORIA: dessert.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
I dolci casalinghi, quelli rustici, quelli che ci accompagnano al mattino verso un nuovo giorno da vivere e scoprire o quelli che quando si accende la spia rossa della dolcezza sanno quietare un desiderio improvviso, sono i miei preferiti.
Attraverso essi si compiono peccati (di gola N.d.A.) e si espia attraverso l'amore chiamato in causa durante la preparazione. Si è sinceramente umani e terreni, si affondano le dita nel cioccolato fuso, si leccano le ciotole che contengono gli impasti crudi, si gioisce per un dolce che "Non è tanto bello, ma assaggia quanto è buono."

Le torte fatte in casa, nelle quali si impastano il proprio cuore e la propria storia assieme a uova e farina, sono documentari commestibili, testimonianze di vita personale e familiare, manifestazioni tangibili e leggibili dei desideri e delle speranze di chi le prepara. Nascono da storie di urgenze della mente, del corpo e dell'anima che si dipanano tra forni non professionali, sbattitori elettrici ereditati dalla mamma, torri di pentole e pentolini atti a creare un bagno maria destinato a sciogliere il cioccolato rendendolo un voluttuoso mare di perdizione o a cuocere uno zabaione i cui ingredienti sono stati misurati con un mezzo guscio d'uovo.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
In questa crostata una sottile e friabile crosta di pasta brisée all'olio extravergine, delicatamente zuccherata, racchiude un semplice ripieno che ondeggia tra la dolcezza della zucca e la nota acida portata dalla mela.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER DUE TEGLIE CON DIAMETRO 20 CM

Per la pasta brisée:
  • 320 grammi di farina 00
  • 100 grammi di olio extravergine di oliva
  • 90 grammi di acqua freddissima
  • 60 grammi di zucchero di canna
  • Un pizzico di sale fino
Per la farcitura:
  • 500 grammi di polpa di zucca
  • 80 grammi di zucchero di canna
  • 2 uova medie
  • 1 grossa mela rossa di circa 300 grammi
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • Il succo e la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
Per rifinire:
  • Zucchero a velo q.b.

sabato 12 dicembre 2015

LA LUNA NEL FORNO - Mezzelune integrali ripiene di carciofi, robiola e Parmigiano Reggiano


CATEGORIA: piatto unico.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Saccottini, fagotti, panzerotti, bomboloni, tasche sono preparazioni golose che hanno un irresistibile comune denominatore: il ripieno.
Ciò che in uno scrigno di pasta nasconde una farcitura calda, golosa, magari filante è indiscutibilmente attraente. Mordere delicatamente per giungere, attraverso tatto ed olfatto, al gusto, con trepidazione e desiderio, è un cammino fatto di sensazioni che porta alla scoperta di una sorpresa.
Un cibo farcito è come una mini mattina di Natale: in esso ci sono l'attesa, l'approccio, la curiosità, la fantasia che si scatena vagliando possibilità e c'è lo svelarsi di qualcosa che dà gioia e genera ricordi, a riprova del fatto che cibo e cucina possono trasformare qualunque giorno in un giorno speciale.

Celebrare feste e ricorrenze attraverso il cibo è un rito, ma celebrare un giorno "qualsiasi" significa dare alla propria vita valore, senza che sia il calendario a darci il permesso o l'occasione per farlo. Ogni giorno è straordinariamente prezioso e differente dall'altro, anche se scandito da ritmi apparentemente uguali per ogni ciclo di ventiquattro ore.
C'è magia attorno a noi. Ci sono particolari a volte infinitesimali che incarnano i concetti di variabilità e mutevolezza. Rendiamo loro onore.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
In questa preparazione un involucro di pasta integrale semplicissima, arricchita dall'olio extravergine, racchiude un ripieno morbido e saporito a base di carciofi, robiola e Parmigiano Reggiano. La menta secca dà alla preparazione un accento fresco e aromatico che porta equilibrio.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 8 MEZZELUNE

Per la pasta:
  • 230 grammi di farina integrale + un po' per la spianatoia
  • 125 grammi di acqua a temperatura ambiente
  • 25 grammi di olio extravergine di oliva + un po' per ungere le mezzelune
  • 8 grammi di lievito istantaneo per pizze e torte salate
  • Una presa di sale
Per il ripieno:
  • 2 grossi carciofi
  • 200 grammi di robiola fresca
  • 40 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato al momento
  • 1 spicchio d'aglio
  • Due cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Un cucchiaino raso di menta secca
  • Sale q.b.
  • Pepe nero macinato al momento q.b.
  • 1/2 limone non trattato

mercoledì 9 dicembre 2015

FINOCINI - Filoncini di segale alle noci

 

CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Preparare il pane in casa ha un che di mistico, rituale, misterioso. Quando lo faccio, istintivamente il mio spirito di predispone alla tranquillità, la mente acuisce la sua capacità di captare il mondo circostante con i suoi stimoli che si trasformano in sensazioni. Toccare la pasta morbida che, grazie a chimica e fisica condensate in un atto immateriale quale è l'amore, crescerà, si scalderà e diventerà nutrimento è bellissimo, appagante. È un piccolo miracolo di scienza contaminata dall'irrazionale che fa di questa una "disciplina" che riunisce corporeità e intangibilità. 

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Amo la farina di segale che dà al pane un sapore pieno, tostato, che rimanda a cucine calde di forno, profumate di lievito, accoglienti come porti sicuri nei quali essere se stessi. In questa ricetta il suo gusto si sposa a quello delle noci tostate: oleoso, pieno, legnoso e deliziosamente autunnale.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 6 FILONCINI
  • 230 grammi di acqua tiepida
  • 175 grammi di farina di segale
  • 175 grammi di farina 00
  • 150 grammi di gherigli di noce
  • 5 grammi di lievito di birra secco
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino raso di sale fino
  • 1/2 cucchiaino di zucchero di canna

lunedì 7 dicembre 2015

ITALIAN CLUB - Club sandwich italiano con cime di rapa, salamella e ricotta di capra


CATEGORIA: piatto unico.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il club sandwich è un panino a più strati che racchiude tra fette di pane in cassetta tostato, pollo o tacchino, bacon croccante, lattuga pomodoro e maionese. È molto diffuso negli Stati Uniti sin dalla fine del XIX secolo.

Toast e panini in generale possono essere esperienze di autentico piacere se preparati con ingredienti di qualità e un po' di creatività. Io sono una sfrenata adoratrice di queste preparazioni. Le trovo attraenti, golose, tranquillizzanti. Amo farcire il pane variando gli ingredienti tra i quali c'è quasi sempre verdura capace di equilibrare e rinfrescare i sapori.

Pensate a quanti tipi di pane esistono, pensate alla varietà di salumi, al meraviglioso mondo dei formaggi e al caleidoscopio di verdure a nostra disposizione: si potrebbe passare un'intera vita inventando un nuovo panino al giorno...anche questo fatto concorre a rendere il mondo del cibo e della cucina un tesoro inesauribile.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Alcune sere fa, presa dal desiderio di trasformare la cena in un evento di festosa intimità domestica, uno di quelli in cui ci si abbandona alla golosità e si cucina per soddisfarla, ho pensato di preparare questi toast multistrato 100% italiani. Cime di rapa e salamella, arricchite da una nuvola morbida e saporita di ricotta di capra per un'esperienza golosa e appagante.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 PERSONE
  • 350 grammi di cime di rapa
  • 250 grammi di ricotta di capra fresca
  • 250 grammi di salamella stagionata
  • 16 fette di pane in cassetta
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di paprika dolce in polvere
  • Peperoncino secco q.b.
  • 1/2 bicchiere di vino rosso fermo e corposo
  • Sale q.b.
  • Pepe nero macinato al momento q.b.

venerdì 4 dicembre 2015

PIATTI DELLE FESTE PER TUTTI - Ebook gratuito



PIATTI DELLE FESTE PER TUTTI

Il mio nuovo ebook di ricette dedicato a tutti coloro che, per scelta o necessità, non consumano alcuni alimenti.

L'ebook è GRATUITO e liberamente condivisibile.

Grazie di cuore alla coautrice Maria Antonietta Grassi per il suo preziosissimo contributo.

Per scaricare l'ebook cliccate QUI





giovedì 3 dicembre 2015

MANGIAMI - Tartufi di cioccolato e datteri


CATEGORIA: dessert.

I CINQUE SENSI PIÙ UNO: SENSAZIONI E RICORDI
I tartufi al cioccolato, non chiedetemi perché, mi fanno pensare a piccoli pianeti per i quali io sono un enorme satellite il cui scopo è accompagnarli lungo l'orbita che seguono nella mia casa, dalla cucina alla scatola dei dolci (già contenitore dei krumiri più celebri del Piemonte), fino a quando di essi non resta traccia.
Deliziosamente sferici, sobri, eleganti nella forma e nel sapore denso che vibra sulle note amare del cioccolato e nella polverosa asciuttezza del cacao, possono essere variati in numerosi modi, permettendo alla creatività di esprimersi con delicata compostezza, sensuale indulgenza, sottile gioia.

Mangiare i tartufi al cioccolato è un atto multisensoriale nel senso più autentico del termine. Essi dialogano con la bocca offrendo a essa sensazioni disarmanti nella loro efficacia allusiva e comunicativa. Si approcciano con le labbra che fremono a contatto con la secchezza vellutata della polvere di cacao, si addentano con un gesto delicato che è al contempo riverenza alla bontà e desiderio di prolungare il piacere. In bocca si sciolgono lentamente grazie al calore del corpo. Non è tutto ciò esempio di una seduzione fine, sapiente, letale?

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Come spesso capita quando cucino un cibo che può essere declinato in più varianti, un frizzante entusiasmo prende possesso di me. Sto già pensano a quanti e quali tartufi preparerò, mossa dal desiderio di sperimentare, provare, curiosare nel favoloso mondo degli ingredienti.

Questa volta ho realizzato tartufi semplicissimi a base di cioccolato fondente, addolciti dal delizioso sapore dei datteri secchi, frutti scossi da un accento sinuoso, quasi metallico, come fossero la traduzione del gusto dell'oro. La scorza d'arancia completa e profuma in un abbinamento classico quanto incapace di stancare.

martedì 1 dicembre 2015

LE BIONDE TRECCE - Treccione integrale con pomodori secchi e origano


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il pane è suono, odore, colore, gusto. È un cibo completo dal punto di vista sensoriale ed è poesia e prosa al contempo. In esso si svela la storia dell'umanità, si snodano le differenze e si palesano i punti in comune delle culture. Il pane è luogo e tempo.

"Pane al pane, vino al vino", "Non di solo pane", "Buono come il pane", "Chi ha il pane non ha i denti". Il fatto che questo alimento sia protagonista di detti, passi e frasi divenuti parte integrante del linguaggio corrente ne attesta la potenza simbolica e lo configura come elemento base della vita intima e sociale di ognuno di noi.

Indipendentemente dall'orientamento spirituale di ognuno, il pane è "sacro" perché è l'uomo stesso. Ne rappresenta il cammino storico, l'adattamento alle condizioni locali, l'integrazione nel tessuto sociale, lo stato economico, il bisogno di astrazione attraverso il divino, il contatto più basilare e autentico con il cibo.

Non posso nascondere che, in fatto di cibo, l'avvicinarsi del Natale in qualche modo mi influenza, specie perché accompagnato da una repentina variazione delle condizioni atmosferiche che mi stanno regalando meravigliose nebbie mattutine. Esse sembrano avvolgere le cose solo per il piacere di poterle poi svelare quando la luce del sole, prepotente e divertita, si riappropria dell'atmosfera. Ho voglia di casa, di comfort. Ho voglia di rientrare dalle mie camminate nella campagna fredda e magnifica e sentire nell'aria il profumo del pane: miracoloso balsamo per corpo, mente e spirito.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Pingue, tondeggiante, compatta, dorata, profumata e saporitissima, questa pagnotta intrecciata è una lode al sole che presto toccherà il punto più lontano da noi. La farina integrale nata dal grano maturato sotto i raggi bollenti, i pomodori secchi asciugati nell'aria calda dell'estate, l'origano raccolto in giardino ed essiccato sul terrazzo, acqua, lievito e un po' di olio per un pane così intenso nel gusto e forte nella comunicatività da farmi venir voglia di...abbracciarlo.

lunedì 30 novembre 2015

CARAMELA - Dolcetti di mele allo zafferano caramellati


CATEGORIA: dessert - prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIÙ UNO: SENSAZIONI E RICORDI
La mela, frutto dal linguaggio potentissimo, trasversale a culture ed epoche, simbolo del peccato nelle mani di Eva, della bellezza e della vanità tra quelle di Venere, della trasfigurazione della bambina in donna con Biancaneve, associata nei secoli ai più diversi archetipi femminili, nelle nostre cucine diventa protagonista indiscussa di dolci materni, confortanti, deliziosi.

La torta di mele occupa un posto speciale nell'immaginario di molti. Da coloro che sono cresciuti sviluppando la capacità di spingere la fantasia così in là da riuscire a sentire l'odore del dolce che nonna papera appoggiava al davanzale della finestra, a quanti hanno inspirato avidamente i vapori densi e odorosi emanati dalle torte sfornate da madri e nonne, fino a chi ne ha infornate tante, tantissime e ogni volta si abbandona a quegli stessi effluvi che paiono dotati di vita e volontà propria. Contro di essi non si combatte: ci si arrende supini e ci si dispone a sognare.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Piccoli, piccoli. Morbidi, morbidi. Profumati, buoni e, che dire, caramellati. Questi dolcetti sofficissimi e umidi degli umori delle mele e del loro delizioso succo sono semplici e schietti, ma non rinunciano a un atto di vanità grazie alla presenza del prezioso zafferano.

CURVY - Cupolette extramorbide di cavolfiore e zucca con paté d'oliva taggiasca

 

CATEGORIA: antipasto o secondo piatto vegetariano.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
L'autunno si è inoltrato nel suo stesso cuore, quello spazio-tempo in cui pare non esserci più posto per pomeriggi sorprendentemente caldi che elettrizzano e confondono anima e mente. La stagione si è fatta matura, consapevole. La sua magia è divenuta composta e cerebrale, misteriosa, da esplorare vivendola con rispetto ed occhi predisposti all'osservazione del mutamento più sensuale e lirico dell'anno: quello che ci accompagna dal languore della calma autunnale alla stasi meditativa dell'inverno.
Questa stagione meravigliosa offre frutti e verdure il cui sapore rotondo e dolce pare essere stato creato per intensificare sensazioni di questo tipo.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Cavolfiore e zucca, ognuno con le sue peculiarità in fatto di gusto, si uniscono alla pungente dolcezza dei porri e alla sapidità marina del paté di olive taggiasche che porta nella ricetta anche una lieve nota amarognola che equilibra la dolcezza dei vegetali. Croccanti fuori e morbidissime all'interno, queste cupolette sono ideali come antipasto o come secondo piatto vegetariano.

domenica 29 novembre 2015

DOMENICA PIZZA 4 - Pizza integrale soffice con porri caramellati, broccoli e robiola


CATEGORIA: piatto unico - prodotto da forno

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Come ho scritto in altri post, la domenica a casa mia è il giorno consacrato alla pizza. Consolidata la ricetta per l'impasto, sia esso a base di farina bianca o integrale, non resta che divertirsi variando gli ingredienti della farcitura, nel rispetto delle stagioni e con scopi edonistici...

Sentire il profumo della pizza che lievita in cucina prendendosi tutto il tempo necessario a crescere, ragionare in silenzio oppure abbandonarmi a chiassosi voli pindarici mentali che mi fanno approdare a un accostamento di ingredienti piuttosto che a un altro è un rito al quale mi sottopongo con gioia e piacere. Fa parte della mia vita trascorsa all'interno della casa, nel fine settimana, tempo di bilanci e sensazioni create e ricreate dai ricordi accumulati in sette giorni.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Amo i broccoli, idolatro i porri (quelli di Cervere, nello specifico), non resisto alla robiola. Come coniugare al meglio questi ingredienti se non adagiandoli su una sana pizza fatta in casa...

Il gusto unico dei broccoli, dolce, minerale fa da contrappunto alla potenza gentile dei porri caramellati. La robiola leggermente abbrustolita dal calore del forno conferisce cremosità e un tocco acido che trovo delizioso.

La ricetta che seguo per realizzare la pasta permette di ottenere una pizza alta, molto soffice e delicatamente croccante all'esterno.

LA STRADA DI CASA - Cartocci di cavolfiore al forno in pastella integrale


CATEGORIA: finger food o contorno

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il cibo di strada vanta tradizioni antiche in Italia e nel mondo e sta riscuotendo un successo tale da instillare un dubbio: non staremo esagerando? Forse la risposta è sì, ma mangiare con le mani in situazioni informali e rilassanti continua a piacerci. Street food è "qui, adesso e subito". È condivisione, socializzazione, è cultura di luoghi e popoli.

In Italia non si contano gli eventi nei quali camioncini, banchetti e mini ristoranti viaggianti spandono nell'aria profumi di fritture, cotture al forno e alla piastra. Innumerevoli sono le pubblicazioni a tema che stanno invadendo le librerie.

Mangiare per strada fa parte di noi, è un modo di nutrirci e sollazzarci che ci allieta e che non è indifferente alla crisi economica. Secondo gli esperti questo genere di cibo ha incontrato tanto successo anche perché è economico, veloce, immediato e consolatorio.

Anche grandi chef si sono confrontati con lo street food replicando ricette tradizionali o creandone ad hoc, contribuendo ad implementare e ad allargare il concetto stesso che vi sta alla base. Da pane e panelle allo gnocco fritto, dalle bombette pugliesi alla farinata, dalle olive all'ascolana alle pizze fritte, dagli arrosticini di pecora alle piadine, dai gofri alle miacce piemontesi e dagli internazionali hot dog ai bretzel, i confini si sono ampliati: ora tutto può essere street food. La strada si sta proponendo come alternativa alla tavola: in cartocci e piccoli contenitori adesso possiamo trovare agnolotti piemontesi, orecchiette baresi, sushi, paella...

Anche se non amo particolarmente le strumentalizzazioni commerciali, non posso non riconoscere lo spessore culturale che lo street food ha assunto, soprattutto perché coinvolto nel tema "cibo" che ci riguarda ed accomuna tutti e che è un termometro sociale efficacissimo. Ed eccomi qui, quindi, con una personale e semplice proposta per portare un po' di strada in casa: un cartoccio di cime di cavolfiore lessato, "vestite" con una sottile pastella a base di farina integrale e passate in forno.

Buona passeggiata tra le mura domestiche...

sabato 21 novembre 2015

CARNOCI - Carciofi ripieni di noci e pomodori secchi


CATEGORIA: antipasto o secondo piatto vegetariano

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
I carciofi....non finisco mai di stupirmi della loro bellezza. La corazza di foglie fibrose e coriacee avvinghiate le une alle altre a creare un'apparentemente impenetrabile barriera atta a custodire un nucleo tenero dal sapore elegante.

In giorni di nebbia che assume colori straordinari grazie a inafferrabili giochi di luce crepuscolare e rifrazioni, in giorni che conducono irrimediabilmente la mente a una meditazione matura e sottile, i carciofi, così raffinati e complessi nella forma e nell'avvicendarsi delle note di sapore in bocca, sono un cibo perfetto.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Questa è una ricetta semplice quanto appagante per il palato. Il gusto amarognolo seppur morbido dei carciofi, la legnosità delle noci, la dolce solarità dei pomodori secchi si uniscono ed esaltano a vicenda in piccoli scrigni di autunnale delizia.

martedì 10 novembre 2015

DI COTTE E DI CRUDE - Tortini speziati di verdure con insalatina


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Amo i tortini, siano essi di carne, pesce o verdure. Sono perfetti per giocare con i sapori e per sfruttare il potenziale delle spezie che, ad ogni utilizzo, mi sorprendono con la loro capacità di avvolgere gli altri ingredienti in un'eterea nube di profumi e sapori seducenti, quasi una polvere d'oro che aleggia idealmente attorno al piatto rendendolo misterioso, anche quando è semplicissimo e sano...testimonianza del fatto che, in cucina, unire gusto, seduzione e salute non è un'impresa difficile.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Mi piace cucinare ciò di cui ho voglia, gli ingredienti o i piatti dei quali il mio corpo ha bisogno in un preciso momento. Ascoltare i miei bisogni più autentici, quelli liberi da sovrastrutture, è diventato importantissimo. Mi aiuta a conoscermi meglio e a rispettarmi.
Ieri sera desideravo, nel senso più profondo del termine, una cena sana e saporita che mi confortasse e mi divertisse. Per questo ho pensato di cucinare tortini di verdure morbidi, autentici abbracci nel mio piatto, contrapposti a un'insalatina fresca e "frizzante" grazie alla sua croccantezza.

lunedì 9 novembre 2015

MARE ORO - Mazzancolle curry e zenzero con riso basmati


CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Le spezie sono indiscutibilmente affascinanti. Seducono il palato, inebriano l'olfatto, arricchiscono e caratterizzano profondamente i piatti. La polvere di curry, in particolare, varia nel sapore e nel colore grazie a una miscela che cambia a seconda della tipologia e della provenienza, viaggiando dalla dolcezza alla piccantezza e dal giallo oro al rosso passione. Essa nobilita le più svariate preparazioni, conferendo a queste un accento esotico che mi attrae terribilmente.

Il curry "giallo", associato allo zenzero fresco, dà origine a un sapore particolare che fatico a definire. È fresco e burroso allo stesso tempo, ma anche secco e straordinariamente aromatico. È un mix di sensazioni appaganti che mi spingono ad assaporare il piatto con calma, devozione, propensione alla meditazione in una ricerca di immagini mentali che si avvicendano, sovrappongono, compenetrano.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
In questa ricetta il gusto marino delle mazzancolle sposa le radiose note di curry e zenzero protagonisti una salsa morbida a base di yogurt e si rilassa su un letto di riso basmati profumato e croccante.

mercoledì 28 ottobre 2015

BUONGIORNO DOLCEZZA - Dolce integrale con banane e spezie senza burro


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Si sono appena conclusi i giorni che ho passato assieme alle mie nipoti. Vorrei dire molte cose per descrivere ciò che provo per loro, ma non è semplice. Qualsiasi parola sembra non essere all'altezza. Qualsiasi concetto pare restrittivo e depauperante.

Irene e Rebecca sono tenerezza, dolcezza, stimolo, risate, divertimento, curiosità, confronto, condivisione, intelligenza, trasporto emotivo. Sono amore allo stato originale. Sono capaci di spogliare questo sentimento di tutte le sovrastrutture che spesso lo incrostano e mostrarmelo in purezza.

Grazie alla vita che mi ha regalato loro e grazie a loro perché mi fanno sentire viva.

Questa torta semplice, nutriente e sana è per loro. Perché domattina faremo colazione assieme: la distanza non ci riguarda. Con l'amore, l'abbiamo annientata.

Zia Paola.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Robusta farina integrale e spezie abbracciano la morbida dolcezza delle banane in una torta casalinga, genuina e sincera che non si imbelletta, ma si mostra in tutta la sua rustica e tranquillizzante semplicità.

mercoledì 21 ottobre 2015

BIRRINI - Panini alla birra con farina di segale


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Da un po' mi frullava in testa l'idea di preparare un pane alla birra. Forse sull'onda dell'entusiasmo dell'Oktoberfest nella sua edizione torinese, forse per il freddo che sta possedendo i mattini e le notti, i miei desideri in fatto di cibo stanno facendo un viaggio nei paesi europei a nord dell'Italia. Sapori netti e intensi, farine robuste e scure, birre corpose, carni gustose e succulente, insaccati che sono diventati icone.

Il pane cosiddetto "nero", carico di cereali e farine rustiche, compatto, gustoso mi piace da impazzire. Spalmato con un velo di burro salato mi manda in estasi. Farcito con aringa o salmone affumicati provoca in me reazioni che non posso descrivervi volendo evitare la censura. Ma non finisce qui: il pane nero è delizioso se associato a formaggio fresco e confettura di lamponi o sbocconcellato senza freni al naturale, con il solo scopo di godere di una delizia semplice e genuina.

Rassicurante, regressivo, irresistibile, confortante e antagonista della tristezza, il pane è un dono. Farlo con le proprie mani un piacere immenso. Mangiarlo un privilegio.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Con questa preparazione ho realizzato un desiderio di gusto: birra intensa, farina tipo 1 e farina di segale hanno dato vita a panini dal sapore potente che oscilla tra le note amare della lager strong e la carezza dolce del miele. 

martedì 20 ottobre 2015

COCCOLE IN CREMA - Crema di carote e zucca con sorgo e gorgonzola piccante


CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Se la fata madrina di Cenerentola ha potuto trarre una lussuosa carrozza da una zucca e se Bugs Bunny ama farsi ritrarre mentre sgranocchia una carota con aria sorniona, è perché questi ortaggi sono davvero speciali. Il loro colore e il sapore dolce li rendono protagonisti ideali dell'immaginario così come di zuppe, minestre e creme da arricchire con piccoli accenti golosi.

In questo autunno che ci sta regalando un freddo precoce, contraltare della scorsa estate che non ha lesinato ore torride, la domenica è diventata il giorno dedicato alla pizza e il lunedì l'appuntamento consolidato l'espiazione dei peccati (ammesso e non concesso che deliziarsi con il cibo sia un peccato), attraverso piatti salutari.

Abbinare ortaggi a cereali integrali o inusitati, spaziando di volta in volta nell'ampia gamma che la natura mette a nostra disposizione, è un atto di benevolenza verso noi stessi ed è un modo di approfondire la conoscenza con il cibo e i suoi straordinari linguaggi, capaci di raccontare la nostra storia quotidiana.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Oggi sentivo il bisogno di allietare il mio palato con una morbida crema a base di verdure. La dolcezza naturale di carote e zucca è perfetta per una consistenza confortevole e schiettamente "serale". Il sorgo croccante, delizioso cereale rustico e robusto e i fiocchi di gorgonzola piccante che contrastano il sapore predominante della preparazione completano un'esperienza appagante e benefica come lo sono le coccole cercate e ottenute...

mercoledì 14 ottobre 2015

SODA BREAD RELOADED 3 - Pane senza lievito con pepe verde e senape


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Sono al terzo "capitolo" della saga SODA BREAD.
Amo il pane lievitato tradizionale, ma la mia curiosità in fatto di cibo tipico di altre culture e la praticità di preparazione che distingue il soda bread di ispirazione irlandese sono un incentivo a produrre pagnotte e relative varianti che mi permettono di mangiare pane fresco fatto in casa anche quando il tempo per realizzarlo è limitato.

Il soda bread, caratteristico di numerosi popoli (dai nativi americani ad austriaci, polacchi, britannici, serbi e irlandesi) è un pane nel quale il bicarbonato di sodio funge da agente lievitante. Il suo profumo caratteristico e la consistenza morbida nonostante l'assenza di lievito di birra o lievito madre, fanno di questo tipo di pane un goloso piacere, nonché un'alternativa ideale al pane tradizionale per chi non può o non vuole mangiare un prodotto da forno contenente lievito.

Gli ingredienti che possono essere utilizzati per aromatizzare, insaporire o farcire il soda bread sono praticamente infiniti e direttamente proporzionali alla fantasia di chi decide di mettere le mani in pasta: cosa chiedere di più a un alimento basilare e per molti irrinunciabile?

Le altre ricette di soda bread pubblicate sul mio blog:
  • SODA BREAD RELOADED - Pane senza lievito con formaggio e semi (vai alla ricetta)
  • SODA BREAD RELOADED 2 - Pane senza lievito alla segale con cumino e Parmigiano Reggiano (vai alla ricetta)

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Questa volta ho utilizzato farina integrale e farina tipo 1 per l'impasto che ho arricchito con pepe verde e senape sia in grani sia in polvere. Ciò che mi è piaciuto in particolare di questo pane, oltre al sapore rustico dovuto alle farine, è il fatto di non sapere dove e quando un grano di pepe verde farà sentire la sua presenza in bocca, attraverso una piccola e aromatica scossa di piccantezza.

Il soda bread con pepe verde e senape è perfetto per accompagnare i formaggi saporiti oppure, per chi ama gli accostamenti insoliti e stimolanti, è delizioso se spalmato con un po' di miele...

martedì 13 ottobre 2015

PASSEGGIATA AUTUNNALE - Passato di cavolo nero e zucca con farro


CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ho voglia di camminare nella campagna nebbiosa e umida che si arrende all'autunno. Ho voglia di farlo al mattino prestissimo, quando il sole è ancora nascosto dalle brume. Voglio sentire l'aria fresca entrare nei miei polmoni portando al mio cervello innumerevoli stimoli olfattivi. Voglio sentire rumori di origine sconosciuta provenire dai cespugli e dalle fronde degli alberi che stanno per denudarsi.

Laddove secondo alcuni ci sono cupezza e tristezza, io vedo seduzione allo stato puro che si traduce in un senso si protezione e accoglienza straordinario: è la campagna in autunno. Per me è uno spettacolo irresistibile. Colori che si fanno cupi, ma recuperano brillantezza grazie a umidità e rugiade. Gli spari di arancio di cachi e zucche che illuminano l'ambiente come lanterne che rischiarano il cammino nella dimensione di sogni e intime fantasie.

Quando cammino per le strade sterrate, cercando nuovi percorsi, rischiando di perdermi, inconsapevole di ciò che vedrò, sentirò ed esperirò, io sono elettrizzata e felice. Mi sento autenticamente me stessa.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Amo elaborare queste sensazioni gustando un piatto confortevole e sano, come confortevole e sano è l'assecondare la mia natura.
In questa ricetta le foglie grasse del cavolo nero (comprese le coste, perché in cucina non si spreca!) incontrano la burrosa consistenza della polpa di zucca in un passato gustoso e morbido. Il farro, rustico e delizioso, aggiunge sostanza e un elemento croccante.

lunedì 12 ottobre 2015

DOMENICA PIZZA 3 - Pizza integrale soffice con cipolle borettane, acciughe, capperi e pomodori secchi


CATEGORIA: piatto unico.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ieri, serata tradizionalmente dedicata alla produzione casalinga di pizze: riflettevo su quanto mi piacciano pani, pizze e similari realizzati con farina integrale. Non è solo una questione di salute e benessere, è il gusto a sedurmi. Pieno, corposo, rustico, nettamente percepibile, crea una base perfetta per accostamenti forti e sapidi.

Mentre la pasta lievitava nella cucina sigillata come un tempio al quale freddo e correnti d'aria non possono avvicinarsi, pena la folgorazione da parte della divinità preposta all'azione dei lieviti, uno straordinario profumo di farina integrale baciata dall'acqua benefica, si spandeva nell'aria, ingolosendomi.

La farina integrale sa di campagna, di comfort ed è straordinariamente autunnale con la sua capacità di parlare di essenzialità e semplicità. Profuma di legna arsa, frutta secca, mele cotogne, calore domestico.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Ho meditato a lungo sulla farcitura della pizza che avrei preparato. Dopo voli pindarici che mi hanno portato in giro per l'Italia attraverso ingredienti tipici, ho deciso di celebrare la ricchezza della pasta a base di farina integrale realizzando una pizza "bianca", farcita con ingredienti dal sapore spiccato e schietto, accostando peculiarità opposte: la dolcezza delle cipolline borettane, l'acidità dei capperi, la sapidità delle acciughe, l'aromaticità dei pomodori secchi.

La ricetta che seguo per realizzare la pasta permette di ottenere una pizza alta, molto soffice e delicatamente croccante all'esterno.

domenica 11 ottobre 2015

MAIALE UBRIACO - Stinco di maiale alla birra weiss


CATEGORIA: secondo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ora che il barbecue si prende la sua meritata pausa annuale, tocca a forno e pentole accogliere la carne per cuocerla lentamente.
Autunno e inverno sono stagioni che insegnano l'arte della pazienza, del saper attendere e di quel controllo di sé benefico dentro e fuori la cucina. Non parlo di controllare se stessi annichilendo creatività e positivo furore interiore, ma dell'imparare a riconoscere quella forma di impazienza che nasce dalle frustrazioni e dalle cattive abitudini mentali.
Ieri, nella casa silenziosa e profumata di carne che brasava dolcemente, pregustavo la mia cena, fantasticavo sui sapori, li desideravo e mi godevo quello stesso desiderio.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Venerdì scorso sono stata all'Oktoberfest di Torino. Tra litri di birra che venivano serviti senza sosta alle centinaia di persone che mi circondavano e con la musica dell'orchestra che intratteneva, Bretzel, Weißwurst, salsicce, stinchi di maiale e sauerkraut comparivano sui tavoli accanto ai boccali di liquido dorato.
La serata ha ispirato la cena del giorno dopo: due stinchi polposi, marinati a lungo e cotti al forno senza fretta per portare tra le mura domestiche l'eco di una serata spensierata e divertente.

giovedì 8 ottobre 2015

SPINUCCA - Torta salata di spinaci e zucca con brisée all'olio


CATEGORIA: piatto unico

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Pasta frolla salata, pasta sfoglia e pasta brisée danno la possibilità di catturare l'essenza delle stagioni e dei loro frutti e di gustarla attraverso preparazioni declinabili in un numero pressoché illimitato di modi. Questa variabilità è parte integrante del concetto di creatività, ma anche di adattabilità ai bisogni del momento, siano essi emotivi o pratici (le torte salate sono metodi svuota frigorifero per eccellenza).

Nelle farciture delle torte salate si possono combinare formaggi, verdure, carni, salumi, pesci, spezie, erbe aromatiche, all'insegna della praticità. Preparazioni del genere risolvono pranzi, cene, buffet e hanno una dote straordinaria che si riconosce nei cibi tipicamente consolatori: essere ancora più buone il giorno dopo. Al di là dei sapori che si intensificano, mangiare gli avanzi di una torta salata è un atto gioioso che riguarda molti di noi. Forse perché si replica un piacere già provato, forse perché è "semplicemente" consolatorio...difficile spiegarlo. Quindi ne prendo atto e lo accetto per ciò che è: un piacere così autentico che non merita di essere smembrato da un'analisi, almeno non adesso che è ora di pranzo e gli avanzi della torta salata preparata ieri mi stanno aspettando...

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Da tempo desideravo preparare la pasta brisée all'olio extravergine di oliva. Mi ha sempre incuriosito. Il risultato mi è piaciuto moltissimo. Il guscio di pasta è delicato, piacevole in bocca e friabile al punto giusto.
Per il ripieno ho scelto di usare ingredienti freschi e salutari: zucca dolce e spinaci dal sapore erbaceo e minerale semplicemente lessati per mantenere integro il sapore, sferzati dall'onda golosa del Parmigiano e dal sussurro malizioso della noce moscata.

giovedì 1 ottobre 2015

BROCCOLATO - Sformato di broccoli


CATEGORIA. antipasto o secondo piatto vegetariano.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Eccolo qui, l'autunno. Arrivato con quel po' di anticipo che ha saputo rendere gli ultimi giorni caldi di settembre straordinariamente speciali perché di breve durata.

Come ogni anno il mio corpo e la mia mente si adattano alla stagione anche attraverso il cibo. Vedere comparire sui banchi dei mercati verdure autunnali, funghi e castagne accende il caminetto che giace tra le anse del mio inconscio e che riscalderà i miei pensieri in questa stagione ricca di magia.
L'autunno è dolce e confortante, è l'inizio di un riposo che sottintende un nuovo inizio. Le ore di luce diminuiscono, le penombre diventano protagoniste proiettandomi in una dimensione magnifica, paragonabile ai minuti che precedono il sonno, quelli nei quali la creatività spontaneamente si scatena, rasentando l'irrazionalità e parlandomi di me stessa.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Ieri sera avevo voglia di cucinare i broccoli appena comprati che trasformavano il porta verdura in una piccola foresta fatta di alberi nani, senza impiegarli in ricette troppo elaborate o ricche di ingredienti. Sarebbe stata una serata da "single" e, nel pieno rispetto delle mie stranezze, invece di catapultarmi nel godurioso mondo dei cibi peccaminosi, mi sono coccolata con uno sformato tiepido e confortante.

In questa ricetta ho utilizzato cime, gambi e foglie dei broccoli, perché in cucina ridurre gli sprechi deve essere imperativo.

mercoledì 30 settembre 2015

NERSHI - Finto sushi di salmone affumicato con salsa di Nergi® al wasabi


CATEGORIA: piatto unico

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
È un frutto, ma il suo sapore dolce con una nota delicatamente acida rende il Nergi® una materia prima perfetta per realizzare piatti salati semplici, capaci di esaltarne la versatilità e l'indiscutibile bontà.

Quando ho assaggiato il Nergi® la prima volta, non ho pensato di utilizzarlo in un dolce. Questa piccola meraviglia ha rapito i miei pensieri facendoli navigare tra accostamenti di dolcezza e sapidità, gusti intensi e profumi schietti.

Chi di voi ancora non conosce il NERGI® si starà chiedendo cosa sia questa bacca misteriosa. Ecco dove trovare tutte le informazioni sul frutto: http://nergi.info/it/



I miei lettori sanno che non pubblicizzo prodotti nei quali non credo: io il NERGI® l'ho provato, manipolato, ho appreso la sua storia che è fatta di sforzi e impegno da parte di coloro che lo coltivano qui in Piemonte e apprezzo le sue peculiarità nutritive. Al naturale, come ingrediente di semplici quanto deliziosi piatti salati o come freschissimo protagonista di dolci, vi consiglio di provarlo.

Vedi anche:
TARTANERGI - Tartare saporita di NERGI® e peperone: vai alla ricetta
NERGIATA - Insalata di spinacini con Nergi®, melagrana e noci: vai alla ricetta

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Non risparmio parole quando voglio comunicare la mia passione per i sushi. Sento in esso connubi di gusti particolari, ora delicati, ora intensi e coinvolgenti. È un genere di cibo al quale non resisto. Mi piace da impazzire: è buono e, non chiedetemi perché, il fatto di doverlo mangiare con le bacchette mi dà sensazioni fisiche positive. Forse c'è qualcosa di ancestrale in questo, ma genera uno stato d'animo così piacevole che non voglio indagarlo. Lo accolgo nella sua insondabile purezza.

Questo finto sushi semplicissimo da preparare sposa l'intenso sapore del salmone affumicato alla delicatezza del riso; la salsa a base di Nergi® e wasabi, dolce, sapida e intensa, equilibra e rinfresca.

NERGIATA - Insalata di spinacini con Nergi®, melagrana e noci


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ed è ancora Nergi®.
Piccolo frutto verde brillante o verde cupo a seconda del grado di maturazione, al suo interno cela un anello cremisi che ricorda i colori delle albe più belle, quelle che illuminano i frutteti in tarda estate, quando il fresco inizia a promettere un rigoglioso e metafisico autunno.

Chi di voi ancora non conosce il NERGI® si starà chiedendo cosa sia questa bacca misteriosa. Ecco dove trovare tutte le informazioni sul frutto: http://nergi.info/it/


I miei lettori sanno che non pubblicizzo prodotti nei quali non credo: io il NERGI® l'ho provato, manipolato, ho appreso la sua storia che è fatta di sforzi e impegno da parte di coloro che lo coltivano qui in Piemonte e apprezzo le sue peculiarità nutritive. Al naturale, come ingrediente di semplici quanto deliziosi piatti salati o come freschissimo protagonista di dolci, vi consiglio di provarlo.

Vedi anche la ricetta TARTANERGI - Tartare saporita di NERGI® e peperone: vai alla ricetta.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Buono, salutare, versatile, con la sua dolcezza il Nergi® diventa protagonista di un'insalata dai sapori contrastanti: la delicata mineralità degli spinacini, la fresca asprezza della melagrana, la legnosità delle noci, il tutto accompagnato da una salsa delicata e saporita a base di senape e miele. A testimonianza del fatto che "insalata" è un termine pieno di sorprese.

giovedì 24 settembre 2015

SODA BREAD RELOADED 2 - Pane senza lievito alla segale con cumino e Parmigiano Reggiano



CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Era così buono il primo che ho preparato: come resistere alla voglia di fare di nuovo il soda bread, pane senza lievito di ispirazione irlandese?
La prima volta ho personalizzato la ricetta aggiungendo all'impasto base emmentaler a julienne e semi misti (vai alla ricetta). In questo caso, invece, ho voluto dare a questo pane compatto e sodo il profumo di una spezia che amo moltissimo, il cumino. Ho arricchito la pagnotta con il sapore delizioso del Parmigiano Reggiano, ho usato farina di segale e non farina integrale e ho sperimentato un metodo di cottura differente che ha reso il pane più croccante e scuro all'esterno.

Il pane senza lievito è semplicissimo e veloce da preparare ed è perfetto quando il desiderio di un prodotto fatto in casa è prepotente ma il tempo a disposizione è poco. In luogo del lievito si utilizza il bicarbonato che permette alla pagnotta di crescere leggermente e di restare morbida per diversi giorni. La possibilità di variare la ricetta base personalizzando questo prodotto da forno con diverse farine, spezie, farciture, lo rende ancora più affascinante.

venerdì 18 settembre 2015

CONCHIGLIE DI TERRA - Conchigliette risottate con zucca piccante, rosmarino e Parmigiano Reggiano



CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Mi sto chiedendo perché le zucche mi affascinano tanto. Le loro forme a volte sono regolari e morbide, altre disordinate e non riconducibili a nulla che abbia a che fare con la geometria diventando un inno all'estemporaneità, al genio e alla sregolatezza. Cromaticamente sembrano specchi in cui si rimirano le fronde degli alberi in un ultimo, superbo atto di narcisismo prima di arrendersi all'autunno: verdi che da saturi diventano cupi, gialli che avanzano, si spandono, dilagano ammorbidendo, poi afflosciando le fibre delle foglie, arancio vivaci che infondono nella mia anima un irrefrenabile desiderio di vita, di creatività, di fermento mentale, di indulgenza dei sensi e dei pensieri prima dell'inverno che sarà sobriamente riflessivo.

Le zucche sono custodi di leggende trasversali a nazioni e continenti. Straordinariamente simboliche, sono contemporaneamente rassicuranti, come lo è la grassa campagna autunnale, e inquietanti con la loro accecante presenza cromatica nei campi che, grazie all'umidità diffusa, cambiano acustica aprendo canali sonori che svelano frammenti di sussurri di creature immaginarie.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Sarà una moda, sarà una tecnica di cottura da gastrosnob, sarà tutto ciò che sostenitori e detrattori ne dicono, ma la pasta risottata a me piace. Trovo che la cremosità assunta dal piatto finito sia golosa e seducente. Nulla da togliere alla pastasciutta classica che, specie in presenza di alcuni tipi di condimento, è imbattibile, ma questa alternativa ben si presta, secondo me, a varie preparazioni.

Gli ingredienti di questa ricetta sono semplici come lo è il risultato finale: la zucca dolce, l'aromaticità preziosa del rosmarino, la sapidità irresistibile del Parmigiano Reggiano e un tocco di piccantezza che dà al piatto una sferzata di energia.

mercoledì 16 settembre 2015

ANCHE IO EXPO!


Buongiorno!

Il blog SLELLY è diventato contributor di EXPO WORLD RECIPES. Sul sito dell'evento potrete trovare le ricette selezionate: vai alla pagina

Auguro a tutti i miei lettori una felicissima giornata!

Paola :-*




lunedì 14 settembre 2015

POLLETA - Mini hamburger di pollo con feta


CATEGORIA: secondo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ieri sera mi sono seduta sul terrazzo accanto al barbecue che compiva la sua alchimia con il fuoco, cuocendo la mia cena. È stata una sensazione bellissima: la sera era particolarmente fresca e stare vicino a una fonte di calore che spandeva nell'aria il profumo della carne e delle erbe aromatiche mi ha dato un senso di pre autunnale comfort. Quello che si prova per pochi giorni all'anno, quando la campagna accoglie materna il desiderio di passare ore all'aperto prima che non lo si possa più fare, quando il primo freddo si combatte con maglioncini leggeri che scaldano le braccia ma si corre ancora a piedi nudi sui prati umidi.

Cambia il paesaggio e mutano colori, intensità della luce e densità delle ombre, ma la comunicatività del cibo e lo stretto legame tra esso e la stagionalità rimangono immutati, confermando di essere un'inesauribile fonte di ispirazione e di emozioni.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Piccoli, succulenti hamburger di pollo arricchiti dal sapore forte della feta e dalla freschezza delle erbe aromatiche in una sera deliziosa, sotto tutti i punti di vista. Non avrei potuto di meglio.

domenica 13 settembre 2015

NON DI SOLO PANE... - Crackers senza lievito alla segale con origano


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il pane e i suoi derivati hanno un fascino che ignora l'esistenza dello spazio e del tempo. Diffusi in tutto il mondo, ambasciatori dell'identità dei popoli, testimoni di adattamenti alle necessità, simboli spirituali, raccontano vicende significative che riguardano storia, sociologia, antropologia, geografia e religione. Pane e simili sono quindi una scuola vera e propria, una fonte preziosa di informazioni, nonché elementi dalla simbologia potentissima.

Dalle pingui forme dei pani tipici delle zone montane alle golose e sofisticate pagnottine cittadine, dalle molliche candide e soffici a quelle scure e consistenti, dalle gallette ai crackers, ai grissini, farine e acqua compiono miracoli affascinanti che rendono questi alimenti imprescindibili.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Un derivato del pane che pare destinato ad accompagnarci fuori casa per la sua praticità come ci hanno insegnato i marinai che consumavano gallette durante i lunghi viaggi e come l'industria ci ha confermato, è il cracker. Ma se lo riportassimo tra le mura domestiche preparandolo con ingredienti semplici e giocando con i sapori?
Questi cracker senza lievito sono sottili e croccantissime esperienze di gusto. Mediterranei nell'anima grazie all'olio extravergine e all'origano profumato di orti e sole, sono semplicissimi da preparare.

SUINO DI MARE - Salame di tonno piemontese


CATEGORIA: antipasto o secondo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
In cucina mi piace inventare, sperimentare, azzardare, ma ci sono momenti in cui ho bisogno di tornare alla tradizione, come a confermare un punto di partenza, una lezione che non finisco mai di apprendere, le mie origini e i ricordi intimi.

L'autunno in arrivo mi spinge verso i sapori della cucina piemontese. Forse perché intensi e ricchi e quindi adatti alla stagione fredda. Oppure a causa del fatto che i piatti della mia terra rappresentano una sorta di ritorno a casa in un periodo dell'anno che predispone all'introspezione, all'intimità dei pensieri e delle riflessioni, all'elaborazione profonda ed edificante di stimoli ricevuti e informazioni apprese durante i mesi precedenti.

La scorsa settimana ho preparato il salame di tonno, quello che cucinava mia madre nelle occasioni speciali. Lei lo metteva in gelatina oppure ce lo serviva con la maionese fatta in casa, la sua, quella con un gusto unico che avrei riconosciuto tra milioni di salse.

Il salame di tonno è un piatto semplice e molto gustoso che in Piemonte è servito sia come antipasto, sia come secondo piatto. Nonostante questa regione non sia bagnata dal mare, grazie alla vicinanza con la Liguria e ai commerci che si muovevano lungo la Via del Sale, acciughe e tonno sono divenuti protagonisti della ricca e intensa gastronomia piemontese.

Questa è una ricetta alla quale sono molto legata. In essa c'è parte della mia storia: ritrovarla nel gusto e nella consistenza del salame di tonno è emozionante. Grazie mamma.

giovedì 10 settembre 2015

DOMENICA PIZZA 2 - Pizza soffice con peperoni, cipollotti, acciughe, capperi e feta


CATEGORIA: piatto unico - prodotti da forno

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Quando ero bambina, la mia famiglia passava il mese d'agosto in Liguria, a Spotorno. I trentuno giorni passavano sempre troppo in fretta per un'adoratrice del mare. Tra giorni di sole, lunghi bagni in mare e passatempi che mutavano anno dopo anno, passando da formine, palette e secchielli ai tornei di pallavolo, io ero sempre felice.
Uno dei giochi che la mia inseparabile amica Chicca ed io facevamo quando l'età era ancora "verdissima" era l'allestire un forno-pasticceria immaginario. Ci sistemavamo dietro alla prima fila di sedie a sdraio e, con una buona scorta di acqua di mare, iniziavamo a bagnare la sabbia e a confezionare finte torte, focacce e pizze. Queste ultime ci riuscivano particolarmente bene ed erano le preferite dagli avventori, ovvero dai nostri genitori e dai miei zii che puntualmente si prestavano al gioco, acquistando fette tagliate con la paletta e servite nelle loro mani.
Ricordo in particolare la "pizza rossa", ovvero il disco di sabbia che decoravamo con sassolini bianchi (la mozzarella) e frammenti di tegole o mattoni levigati dalle onde che imitavano il pomodoro.

A questi ricordi è dedicata la ricetta che segue. Ora che l'estate volge al termine e la voglia di piatti ricchi e confortanti diventa prepotente, poche cose sono più efficaci di una pizza fatta in casa con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo che provavo nell'impastare sabbia.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Io amo molto le pizze con le verdure. Trovo che il connubio tra pasta e vegetali, arricchito dalla salsa di pomodoro e dal formaggio, sia irresistibile. Se poi tra gli ortaggi c'è un esponente della famiglia delle cipolle, beh...che ve lo dico a fare!

La ricetta che seguo per realizzare la pasta permette di ottenere una pizza alta, molto soffice e delicatamente croccante all'esterno.

Vedi anche DOMENICA PIZZA - Pizza soffice con pomodoro concassé, verdure grigliate e Parmigiano Reggiano: vai alla ricetta

mercoledì 9 settembre 2015

TARTANERGI - Tartare saporita di NERGI® e peperone


CATEGORIA: antipasto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
I piccoli frutti, succose, zuccherine, profumate evoluzioni di fiori dalla fragile bellezza, sono doni della natura che parlano il linguaggio della seduzione.
Toccarli, annusarli, addentarli, sentire il loro sapore che dialoga con la mia mente attraverso i cinque sensi è pura, magnifica celebrazione della potenza della terra, del sole e dell'acqua.
Io impazzisco per la frutta, pensate quindi a cosa provo nell'assaggiare un frutto "nuovo", mai assaporato prima. È un'esperienza dal potere dirompente: nuove sensazioni, inediti stimoli che si trasformano immediatamente in ricordi indelebili.

Ho mangiato il mio primo NERGI® alcune settimane fa, quando sono stata invitata a partecipare a uno show cooking finalizzato a promuovere questo frutto, incrociando il suo gusto con quello dei peperoni di Carmagnola. Dove novità e tradizione si incontrano invitando la creatività a scatenarsi, accadono sempre piccoli miracoli che spandono attorno a essi positività e bellezza autentiche.


Chi di voi ancora non conosce il NERGI® si starà chiedendo cosa sia questa piccola bacca misteriosa di un verde fatato che pare tratto dalla "cartella colori" delle fiabe popolate da creature alate, animali prodigiosi, orchi e spiritelli. Ecco dove trovare tutte le informazioni sul frutto: http://nergi.info/it/

I miei lettori sanno che non pubblicizzo prodotti nei quali non credo: io il NERGI® l'ho provato, manipolato, ho appreso la sua storia che è fatta di sforzi e impegno da parte di coloro che lo coltivano qui in Piemonte e apprezzo le sue peculiarità nutritive. Al naturale, come ingrediente di semplici quanto deliziosi piatti salati o come freschissimo protagonista di dolci, vi consiglio di provarlo.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Credo che il modo migliore di rendere onore a un ingrediente dalla forte identità ma delicato nel sapore, sia elaborarlo il meno possibile. Per questo, in occasione dello show cooking, ho realizzato una tartare fresca e semplice che sposava il NERGI® crudo e il peperone di Carmagnola appena scottato sulla griglia. Prezzemolo, capperi, scalogno e limoni, dosati affinché non fossero invasivi, hanno dato vita a un piatto che ho trovato molto stimolante.

martedì 8 settembre 2015

PEPESTO - Mezze penne al pesto di peperone e zucca con mozzarella di bufala


CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Viaggiando lungo la penisola si scoprono diversi tipi di pesto. In tutti i casi si tratta di preparazioni piene di gusto che avvolgono la pasta rendendola un'esperienza straordinariamente saporita e profumata.
Preparare un pesto dà la possibilità di liberare la creatività in cucina affiancando eccellenze agricole e casearie che raccontano la storia dell'Italia e di coloro che contribuiscono a renderla un punto di riferimento mondiale del mangiar bene.
Verdure, formaggi, frutta secca, erbe aromatiche, spezie danno vita a concerti di sapori e poemi di odori.
Dai mortai ai coltelli affilati, fino ai robot da cucina (utilizzati quando conviene e nel modo corretto) i pesti ben riusciti deliziano, rallegrano, stimolano e si fanno ricordare a lungo.

Reduce dalla fiera del peperone di Carmagnola, evento ormai storico giunto quest'anno alla sessantaseiesima edizione e appuntamento fondamentale per conoscere il Piemonte attraverso le sue peculiarità agrarie, ho preparato i peperoni in molti modi. Dai piatti più classici (una goduriosa padellata di peperoni in agrodolce non si nega a nessuno) a quelli creati sul momento che, cucinati nuovamente a distanza di tempo, mi fanno rivivere l'istante preciso in cui ho pensato agli accostamenti e si portano dietro umori, sensazioni, romanzi di vita in formato mignon.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Un peperone giallo turgido e carnoso faceva mostra di sé invitandomi a utilizzarlo (e facendomi combattere con la voglia di addentarlo come fosse un succulento frutto maturo). La zucca si è candidata come compagna dell'ortaggio così come acciughe, capperi, basilico fresco, origano e gli ultimi pomodorini. Una breve scottata, una tritata grossolana e il gioco sì è fatto praticamente da solo...

domenica 6 settembre 2015

UN TRENO DI RICORDI - Farinata di ceci ai cipollotti


CATEGORIA: prodotto da forno

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
"Prendiamo una farinata prima della pizza?", questo è il mantra che il mio compagno ed io ripetiamo ogni volta in cui andiamo in pizzeria...specie in una di quelle che a Torino hanno fatto storia, dove si mangia la pizza al tegamino o padellino, tipica della mia città, icona degli anni '80 e capace di far inorridire i puristi della pizza classica, ma buona, buona, buona, insomma, da provare.

Tornando alla farinata, per oscure ragioni che sfuggono alla mia comprensione (soprattutto perché alcune usanze sono così intrise di storia personale che non le discuto e basta), questa deliziosa preparazione a base di farina di ceci è l'antipasto per eccellenza che spalanca le porte (e lo stomaco) alla pizza che si materializza nel piatto poco dopo.

Io amo profondamente la farinata. Ad essa lego tradizioni della mia vita recente e ricordi di quando ero piccola e, con mia madre e mio fratello, la sera in cui mio padre andava a giocare a calcio, mangiavamo "al treno", un locale del quartiere Santa Rita. Non ricordo se avesse un nome proprio: io lo definivo così perché i tavoli erano sistemati su due lati lunghi della sala, l'uno dietro all'altro, e le sedute erano panche imbottite dallo schienale alto. A una bimba felice di tenere per mano la mamma e l'adorato fratello/educatore/mentore/idolo più grande di dodici anni, quel locale pareva il vagone di un mezzo su rotaia lanciato verso l'eterna felicità. Non vi nascondo che sto scrivendo queste parole con il cuore gonfio, seppur felice, e gli occhi umidi: proprio io che piango una volta ogni eone :-)

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Se la farinata è il prodromo della pizza al tegamino quando mangio fuori casa, perché non dovrebbe esserlo tra le mura domestiche? Ho preparato questa farinata di ceci ai cipollotti per provare un accostamento di gusti che si è rivelato delizioso, intenso, appagante, completo; in una parola (citando Chef Mainardi) ATOMICO. Ancora una volta, sono a bordo di quel treno.

sabato 5 settembre 2015

GERMOGLIATA - Insalata di fagioli e peperoni grigliati con germogli di porro


CATEGORIA: antipasto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Sto ragionando sull'importanza di coltivare la capacità di stupirsi di cose, eventi, dettagli apparentemente trascurabili. Essi sono i semi delle emozioni intime, dei sorrisi che rivolgiamo a noi stessi, sono la via per afferrare e vivere la magia che intride i nostri giorni e che spesso ci passa sotto agli occhi senza che riusciamo a percepirla.
Già, i semi. Così piccoli e così potenti. Scrigni di meraviglie, portano ovunque la forza dell'esistenza donandola al mondo, si fanno trasportare dal vento e dagli animali attendendo che il sole e l'acqua decodifichino il loro messaggio e con essi danno inizio a un nuovo ciclo, a nuovi frutti nati dall'evoluzione di un fiore o a nuove piante sorte dalla dirompente seppur silenziosa energia di un delicato germoglio.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
I germogli di porro contraddicono il loro aspetto fragile con un sapore intenso che stupisce e unisce i sentori della pianta adulta ad accenti terrosi e minerali. Sono il completamento ideale per molti piatti e donano a essi una spinta verticale.
Questa insalata unisce burrosi fagioli borlotti, robusti e dolci peperoni alla griglia, acciughe sapide, capperi floreali e i germogli che sostituiscono egregiamente una storica compagna dei legumi utilizzati: la cipolla.

giovedì 3 settembre 2015

SODA BREAD RELOADED - Pane senza lievito con formaggio e semi


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il soda bread o pane alla soda è una preparazione che, considerando le varianti locali, accomuna diverse popolazioni, dai nativi americani ad austriaci, polacchi, britannici, serbi e irlandesi.

Il soda bread irlandese, cui si ispira la mia ricetta, è un saporito e robusto pane privo di lievito. Nell'impasto è impiegato bicarbonato di sodio al fine di favorire la lievitazione ed è tradizionalmente usato il latticello, il sottoprodotto acidulo del processo di lavorazione per ottenere il burro dalla panna. In sostituzione di questo ingrediente, non sempre facile da reperire, è possibile utilizzare latte addizionato con poco succo di limone.
Compatto, morbido, di lunga conservazione, è davvero delizioso, soprattutto se accompagnato da saporiti formaggi e buona birra.

Come tutti i pani distintivi di un'area geografica o di una cultura, il soda bread nasconde in sé un importante stralcio di storia e i significati lirici insiti nel pane, alimento basilare, cibo di conforto per eccellenza.

Per maggiori informazioni sul soda bread irlandese cliccate qui (sito in inglese).

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Non avevo mai preparato il pane alla soda  fino a ieri, quando, presa dal desiderio di panificare, ma dovendo fare i conti con il poco tempo a disposizione, ho setacciato il web alla ricerca di un'ispirazione.
Pensando a un pane così rustico, destinato a saziare gli appetiti più impenitenti, ho deciso di arricchirlo con la carezza lattea dell'emmentaler grattugiato e il gusto tostato dei semi, capaci di completare e arricchire numerose preparazioni. Il risultato? Buonissimo!

mercoledì 2 settembre 2015

ZUCCOSANDO - Sformatini speziati di zucca con pomodorini profumati al lime


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Settembre è arrivato. Ogni anno mi stupisce con la sua bellezza romantica la sua natura ibrida. Prende per mano l'estate e la accompagna dolcemente verso la sensualità dell'autunno. È teatro delle metamorfosi del sole che da festoso, carnevalesco, diventa languido, producendo ombre sempre più lunghe e prospettive meno nitide che lasciano spazio a sogni, fantasie e immaginazione.

La trasformazione dell'estate in autunno è magia pura. È maturazione dei sensi, meditazione, eleganza.
Dal rosso gioioso dei pomodori all'arancio saturo delle zucche, dal cremisi acceso della polpa dei cocomeri al porpora delle prugne, dal nero furioso delle more al viola cerebrale dei fichi maturi: la cucina di questo momento dell'anno è colma di stimoli, suscita il desiderio di afferrarla, viverla fino in fondo e consapevolmente, ma anche di trovare la forza di lasciarla andare quando avrà fatto il suo corso. Solo in questo modo, rinunciando all'illusione di un'effimera eternità, potrò ritrovare e apprezzare il suo aureo splendore e la sua comunicatività.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Dolcezza e asprezza si fondono in questo piatto come i ricordi dell'estate si uniscono alle fantasie sull'autunno.
La zucca estiva dolce ma ancora fresca, le patate nuove non ancora pastose come lo è l'inverno, le carote gioiose e zuccherine si mescolano alle spezie che regalano sapore. I pomodorini profumati con la scorza del lime contrastano con la loro acidità.