mercoledì 30 settembre 2015

NERSHI - Finto sushi di salmone affumicato con salsa di Nergi® al wasabi


CATEGORIA: piatto unico

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
È un frutto, ma il suo sapore dolce con una nota delicatamente acida rende il Nergi® una materia prima perfetta per realizzare piatti salati semplici, capaci di esaltarne la versatilità e l'indiscutibile bontà.

Quando ho assaggiato il Nergi® la prima volta, non ho pensato di utilizzarlo in un dolce. Questa piccola meraviglia ha rapito i miei pensieri facendoli navigare tra accostamenti di dolcezza e sapidità, gusti intensi e profumi schietti.

Chi di voi ancora non conosce il NERGI® si starà chiedendo cosa sia questa bacca misteriosa. Ecco dove trovare tutte le informazioni sul frutto: http://nergi.info/it/



I miei lettori sanno che non pubblicizzo prodotti nei quali non credo: io il NERGI® l'ho provato, manipolato, ho appreso la sua storia che è fatta di sforzi e impegno da parte di coloro che lo coltivano qui in Piemonte e apprezzo le sue peculiarità nutritive. Al naturale, come ingrediente di semplici quanto deliziosi piatti salati o come freschissimo protagonista di dolci, vi consiglio di provarlo.

Vedi anche:
TARTANERGI - Tartare saporita di NERGI® e peperone: vai alla ricetta
NERGIATA - Insalata di spinacini con Nergi®, melagrana e noci: vai alla ricetta

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Non risparmio parole quando voglio comunicare la mia passione per i sushi. Sento in esso connubi di gusti particolari, ora delicati, ora intensi e coinvolgenti. È un genere di cibo al quale non resisto. Mi piace da impazzire: è buono e, non chiedetemi perché, il fatto di doverlo mangiare con le bacchette mi dà sensazioni fisiche positive. Forse c'è qualcosa di ancestrale in questo, ma genera uno stato d'animo così piacevole che non voglio indagarlo. Lo accolgo nella sua insondabile purezza.

Questo finto sushi semplicissimo da preparare sposa l'intenso sapore del salmone affumicato alla delicatezza del riso; la salsa a base di Nergi® e wasabi, dolce, sapida e intensa, equilibra e rinfresca.

NERGIATA - Insalata di spinacini con Nergi®, melagrana e noci


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ed è ancora Nergi®.
Piccolo frutto verde brillante o verde cupo a seconda del grado di maturazione, al suo interno cela un anello cremisi che ricorda i colori delle albe più belle, quelle che illuminano i frutteti in tarda estate, quando il fresco inizia a promettere un rigoglioso e metafisico autunno.

Chi di voi ancora non conosce il NERGI® si starà chiedendo cosa sia questa bacca misteriosa. Ecco dove trovare tutte le informazioni sul frutto: http://nergi.info/it/


I miei lettori sanno che non pubblicizzo prodotti nei quali non credo: io il NERGI® l'ho provato, manipolato, ho appreso la sua storia che è fatta di sforzi e impegno da parte di coloro che lo coltivano qui in Piemonte e apprezzo le sue peculiarità nutritive. Al naturale, come ingrediente di semplici quanto deliziosi piatti salati o come freschissimo protagonista di dolci, vi consiglio di provarlo.

Vedi anche la ricetta TARTANERGI - Tartare saporita di NERGI® e peperone: vai alla ricetta.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Buono, salutare, versatile, con la sua dolcezza il Nergi® diventa protagonista di un'insalata dai sapori contrastanti: la delicata mineralità degli spinacini, la fresca asprezza della melagrana, la legnosità delle noci, il tutto accompagnato da una salsa delicata e saporita a base di senape e miele. A testimonianza del fatto che "insalata" è un termine pieno di sorprese.

giovedì 24 settembre 2015

SODA BREAD RELOADED 2 - Pane senza lievito alla segale con cumino e Parmigiano Reggiano



CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Era così buono il primo che ho preparato: come resistere alla voglia di fare di nuovo il soda bread, pane senza lievito di ispirazione irlandese?
La prima volta ho personalizzato la ricetta aggiungendo all'impasto base emmentaler a julienne e semi misti (vai alla ricetta). In questo caso, invece, ho voluto dare a questo pane compatto e sodo il profumo di una spezia che amo moltissimo, il cumino. Ho arricchito la pagnotta con il sapore delizioso del Parmigiano Reggiano, ho usato farina di segale e non farina integrale e ho sperimentato un metodo di cottura differente che ha reso il pane più croccante e scuro all'esterno.

Il pane senza lievito è semplicissimo e veloce da preparare ed è perfetto quando il desiderio di un prodotto fatto in casa è prepotente ma il tempo a disposizione è poco. In luogo del lievito si utilizza il bicarbonato che permette alla pagnotta di crescere leggermente e di restare morbida per diversi giorni. La possibilità di variare la ricetta base personalizzando questo prodotto da forno con diverse farine, spezie, farciture, lo rende ancora più affascinante.

venerdì 18 settembre 2015

CONCHIGLIE DI TERRA - Conchigliette risottate con zucca piccante, rosmarino e Parmigiano Reggiano



CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Mi sto chiedendo perché le zucche mi affascinano tanto. Le loro forme a volte sono regolari e morbide, altre disordinate e non riconducibili a nulla che abbia a che fare con la geometria diventando un inno all'estemporaneità, al genio e alla sregolatezza. Cromaticamente sembrano specchi in cui si rimirano le fronde degli alberi in un ultimo, superbo atto di narcisismo prima di arrendersi all'autunno: verdi che da saturi diventano cupi, gialli che avanzano, si spandono, dilagano ammorbidendo, poi afflosciando le fibre delle foglie, arancio vivaci che infondono nella mia anima un irrefrenabile desiderio di vita, di creatività, di fermento mentale, di indulgenza dei sensi e dei pensieri prima dell'inverno che sarà sobriamente riflessivo.

Le zucche sono custodi di leggende trasversali a nazioni e continenti. Straordinariamente simboliche, sono contemporaneamente rassicuranti, come lo è la grassa campagna autunnale, e inquietanti con la loro accecante presenza cromatica nei campi che, grazie all'umidità diffusa, cambiano acustica aprendo canali sonori che svelano frammenti di sussurri di creature immaginarie.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Sarà una moda, sarà una tecnica di cottura da gastrosnob, sarà tutto ciò che sostenitori e detrattori ne dicono, ma la pasta risottata a me piace. Trovo che la cremosità assunta dal piatto finito sia golosa e seducente. Nulla da togliere alla pastasciutta classica che, specie in presenza di alcuni tipi di condimento, è imbattibile, ma questa alternativa ben si presta, secondo me, a varie preparazioni.

Gli ingredienti di questa ricetta sono semplici come lo è il risultato finale: la zucca dolce, l'aromaticità preziosa del rosmarino, la sapidità irresistibile del Parmigiano Reggiano e un tocco di piccantezza che dà al piatto una sferzata di energia.

mercoledì 16 settembre 2015

ANCHE IO EXPO!


Buongiorno!

Il blog SLELLY è diventato contributor di EXPO WORLD RECIPES. Sul sito dell'evento potrete trovare le ricette selezionate: vai alla pagina

Auguro a tutti i miei lettori una felicissima giornata!

Paola :-*




lunedì 14 settembre 2015

POLLETA - Mini hamburger di pollo con feta


CATEGORIA: secondo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ieri sera mi sono seduta sul terrazzo accanto al barbecue che compiva la sua alchimia con il fuoco, cuocendo la mia cena. È stata una sensazione bellissima: la sera era particolarmente fresca e stare vicino a una fonte di calore che spandeva nell'aria il profumo della carne e delle erbe aromatiche mi ha dato un senso di pre autunnale comfort. Quello che si prova per pochi giorni all'anno, quando la campagna accoglie materna il desiderio di passare ore all'aperto prima che non lo si possa più fare, quando il primo freddo si combatte con maglioncini leggeri che scaldano le braccia ma si corre ancora a piedi nudi sui prati umidi.

Cambia il paesaggio e mutano colori, intensità della luce e densità delle ombre, ma la comunicatività del cibo e lo stretto legame tra esso e la stagionalità rimangono immutati, confermando di essere un'inesauribile fonte di ispirazione e di emozioni.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Piccoli, succulenti hamburger di pollo arricchiti dal sapore forte della feta e dalla freschezza delle erbe aromatiche in una sera deliziosa, sotto tutti i punti di vista. Non avrei potuto di meglio.

domenica 13 settembre 2015

NON DI SOLO PANE... - Crackers senza lievito alla segale con origano


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il pane e i suoi derivati hanno un fascino che ignora l'esistenza dello spazio e del tempo. Diffusi in tutto il mondo, ambasciatori dell'identità dei popoli, testimoni di adattamenti alle necessità, simboli spirituali, raccontano vicende significative che riguardano storia, sociologia, antropologia, geografia e religione. Pane e simili sono quindi una scuola vera e propria, una fonte preziosa di informazioni, nonché elementi dalla simbologia potentissima.

Dalle pingui forme dei pani tipici delle zone montane alle golose e sofisticate pagnottine cittadine, dalle molliche candide e soffici a quelle scure e consistenti, dalle gallette ai crackers, ai grissini, farine e acqua compiono miracoli affascinanti che rendono questi alimenti imprescindibili.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Un derivato del pane che pare destinato ad accompagnarci fuori casa per la sua praticità come ci hanno insegnato i marinai che consumavano gallette durante i lunghi viaggi e come l'industria ci ha confermato, è il cracker. Ma se lo riportassimo tra le mura domestiche preparandolo con ingredienti semplici e giocando con i sapori?
Questi cracker senza lievito sono sottili e croccantissime esperienze di gusto. Mediterranei nell'anima grazie all'olio extravergine e all'origano profumato di orti e sole, sono semplicissimi da preparare.

SUINO DI MARE - Salame di tonno piemontese


CATEGORIA: antipasto o secondo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
In cucina mi piace inventare, sperimentare, azzardare, ma ci sono momenti in cui ho bisogno di tornare alla tradizione, come a confermare un punto di partenza, una lezione che non finisco mai di apprendere, le mie origini e i ricordi intimi.

L'autunno in arrivo mi spinge verso i sapori della cucina piemontese. Forse perché intensi e ricchi e quindi adatti alla stagione fredda. Oppure a causa del fatto che i piatti della mia terra rappresentano una sorta di ritorno a casa in un periodo dell'anno che predispone all'introspezione, all'intimità dei pensieri e delle riflessioni, all'elaborazione profonda ed edificante di stimoli ricevuti e informazioni apprese durante i mesi precedenti.

La scorsa settimana ho preparato il salame di tonno, quello che cucinava mia madre nelle occasioni speciali. Lei lo metteva in gelatina oppure ce lo serviva con la maionese fatta in casa, la sua, quella con un gusto unico che avrei riconosciuto tra milioni di salse.

Il salame di tonno è un piatto semplice e molto gustoso che in Piemonte è servito sia come antipasto, sia come secondo piatto. Nonostante questa regione non sia bagnata dal mare, grazie alla vicinanza con la Liguria e ai commerci che si muovevano lungo la Via del Sale, acciughe e tonno sono divenuti protagonisti della ricca e intensa gastronomia piemontese.

Questa è una ricetta alla quale sono molto legata. In essa c'è parte della mia storia: ritrovarla nel gusto e nella consistenza del salame di tonno è emozionante. Grazie mamma.

giovedì 10 settembre 2015

DOMENICA PIZZA 2 - Pizza soffice con peperoni, cipollotti, acciughe, capperi e feta


CATEGORIA: piatto unico - prodotti da forno

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Quando ero bambina, la mia famiglia passava il mese d'agosto in Liguria, a Spotorno. I trentuno giorni passavano sempre troppo in fretta per un'adoratrice del mare. Tra giorni di sole, lunghi bagni in mare e passatempi che mutavano anno dopo anno, passando da formine, palette e secchielli ai tornei di pallavolo, io ero sempre felice.
Uno dei giochi che la mia inseparabile amica Chicca ed io facevamo quando l'età era ancora "verdissima" era l'allestire un forno-pasticceria immaginario. Ci sistemavamo dietro alla prima fila di sedie a sdraio e, con una buona scorta di acqua di mare, iniziavamo a bagnare la sabbia e a confezionare finte torte, focacce e pizze. Queste ultime ci riuscivano particolarmente bene ed erano le preferite dagli avventori, ovvero dai nostri genitori e dai miei zii che puntualmente si prestavano al gioco, acquistando fette tagliate con la paletta e servite nelle loro mani.
Ricordo in particolare la "pizza rossa", ovvero il disco di sabbia che decoravamo con sassolini bianchi (la mozzarella) e frammenti di tegole o mattoni levigati dalle onde che imitavano il pomodoro.

A questi ricordi è dedicata la ricetta che segue. Ora che l'estate volge al termine e la voglia di piatti ricchi e confortanti diventa prepotente, poche cose sono più efficaci di una pizza fatta in casa con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo che provavo nell'impastare sabbia.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Io amo molto le pizze con le verdure. Trovo che il connubio tra pasta e vegetali, arricchito dalla salsa di pomodoro e dal formaggio, sia irresistibile. Se poi tra gli ortaggi c'è un esponente della famiglia delle cipolle, beh...che ve lo dico a fare!

La ricetta che seguo per realizzare la pasta permette di ottenere una pizza alta, molto soffice e delicatamente croccante all'esterno.

Vedi anche DOMENICA PIZZA - Pizza soffice con pomodoro concassé, verdure grigliate e Parmigiano Reggiano: vai alla ricetta

mercoledì 9 settembre 2015

TARTANERGI - Tartare saporita di NERGI® e peperone


CATEGORIA: antipasto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
I piccoli frutti, succose, zuccherine, profumate evoluzioni di fiori dalla fragile bellezza, sono doni della natura che parlano il linguaggio della seduzione.
Toccarli, annusarli, addentarli, sentire il loro sapore che dialoga con la mia mente attraverso i cinque sensi è pura, magnifica celebrazione della potenza della terra, del sole e dell'acqua.
Io impazzisco per la frutta, pensate quindi a cosa provo nell'assaggiare un frutto "nuovo", mai assaporato prima. È un'esperienza dal potere dirompente: nuove sensazioni, inediti stimoli che si trasformano immediatamente in ricordi indelebili.

Ho mangiato il mio primo NERGI® alcune settimane fa, quando sono stata invitata a partecipare a uno show cooking finalizzato a promuovere questo frutto, incrociando il suo gusto con quello dei peperoni di Carmagnola. Dove novità e tradizione si incontrano invitando la creatività a scatenarsi, accadono sempre piccoli miracoli che spandono attorno a essi positività e bellezza autentiche.


Chi di voi ancora non conosce il NERGI® si starà chiedendo cosa sia questa piccola bacca misteriosa di un verde fatato che pare tratto dalla "cartella colori" delle fiabe popolate da creature alate, animali prodigiosi, orchi e spiritelli. Ecco dove trovare tutte le informazioni sul frutto: http://nergi.info/it/

I miei lettori sanno che non pubblicizzo prodotti nei quali non credo: io il NERGI® l'ho provato, manipolato, ho appreso la sua storia che è fatta di sforzi e impegno da parte di coloro che lo coltivano qui in Piemonte e apprezzo le sue peculiarità nutritive. Al naturale, come ingrediente di semplici quanto deliziosi piatti salati o come freschissimo protagonista di dolci, vi consiglio di provarlo.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Credo che il modo migliore di rendere onore a un ingrediente dalla forte identità ma delicato nel sapore, sia elaborarlo il meno possibile. Per questo, in occasione dello show cooking, ho realizzato una tartare fresca e semplice che sposava il NERGI® crudo e il peperone di Carmagnola appena scottato sulla griglia. Prezzemolo, capperi, scalogno e limoni, dosati affinché non fossero invasivi, hanno dato vita a un piatto che ho trovato molto stimolante.

martedì 8 settembre 2015

PEPESTO - Mezze penne al pesto di peperone e zucca con mozzarella di bufala


CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Viaggiando lungo la penisola si scoprono diversi tipi di pesto. In tutti i casi si tratta di preparazioni piene di gusto che avvolgono la pasta rendendola un'esperienza straordinariamente saporita e profumata.
Preparare un pesto dà la possibilità di liberare la creatività in cucina affiancando eccellenze agricole e casearie che raccontano la storia dell'Italia e di coloro che contribuiscono a renderla un punto di riferimento mondiale del mangiar bene.
Verdure, formaggi, frutta secca, erbe aromatiche, spezie danno vita a concerti di sapori e poemi di odori.
Dai mortai ai coltelli affilati, fino ai robot da cucina (utilizzati quando conviene e nel modo corretto) i pesti ben riusciti deliziano, rallegrano, stimolano e si fanno ricordare a lungo.

Reduce dalla fiera del peperone di Carmagnola, evento ormai storico giunto quest'anno alla sessantaseiesima edizione e appuntamento fondamentale per conoscere il Piemonte attraverso le sue peculiarità agrarie, ho preparato i peperoni in molti modi. Dai piatti più classici (una goduriosa padellata di peperoni in agrodolce non si nega a nessuno) a quelli creati sul momento che, cucinati nuovamente a distanza di tempo, mi fanno rivivere l'istante preciso in cui ho pensato agli accostamenti e si portano dietro umori, sensazioni, romanzi di vita in formato mignon.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Un peperone giallo turgido e carnoso faceva mostra di sé invitandomi a utilizzarlo (e facendomi combattere con la voglia di addentarlo come fosse un succulento frutto maturo). La zucca si è candidata come compagna dell'ortaggio così come acciughe, capperi, basilico fresco, origano e gli ultimi pomodorini. Una breve scottata, una tritata grossolana e il gioco sì è fatto praticamente da solo...

domenica 6 settembre 2015

UN TRENO DI RICORDI - Farinata di ceci ai cipollotti


CATEGORIA: prodotto da forno

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
"Prendiamo una farinata prima della pizza?", questo è il mantra che il mio compagno ed io ripetiamo ogni volta in cui andiamo in pizzeria...specie in una di quelle che a Torino hanno fatto storia, dove si mangia la pizza al tegamino o padellino, tipica della mia città, icona degli anni '80 e capace di far inorridire i puristi della pizza classica, ma buona, buona, buona, insomma, da provare.

Tornando alla farinata, per oscure ragioni che sfuggono alla mia comprensione (soprattutto perché alcune usanze sono così intrise di storia personale che non le discuto e basta), questa deliziosa preparazione a base di farina di ceci è l'antipasto per eccellenza che spalanca le porte (e lo stomaco) alla pizza che si materializza nel piatto poco dopo.

Io amo profondamente la farinata. Ad essa lego tradizioni della mia vita recente e ricordi di quando ero piccola e, con mia madre e mio fratello, la sera in cui mio padre andava a giocare a calcio, mangiavamo "al treno", un locale del quartiere Santa Rita. Non ricordo se avesse un nome proprio: io lo definivo così perché i tavoli erano sistemati su due lati lunghi della sala, l'uno dietro all'altro, e le sedute erano panche imbottite dallo schienale alto. A una bimba felice di tenere per mano la mamma e l'adorato fratello/educatore/mentore/idolo più grande di dodici anni, quel locale pareva il vagone di un mezzo su rotaia lanciato verso l'eterna felicità. Non vi nascondo che sto scrivendo queste parole con il cuore gonfio, seppur felice, e gli occhi umidi: proprio io che piango una volta ogni eone :-)

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Se la farinata è il prodromo della pizza al tegamino quando mangio fuori casa, perché non dovrebbe esserlo tra le mura domestiche? Ho preparato questa farinata di ceci ai cipollotti per provare un accostamento di gusti che si è rivelato delizioso, intenso, appagante, completo; in una parola (citando Chef Mainardi) ATOMICO. Ancora una volta, sono a bordo di quel treno.

sabato 5 settembre 2015

GERMOGLIATA - Insalata di fagioli e peperoni grigliati con germogli di porro


CATEGORIA: antipasto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Sto ragionando sull'importanza di coltivare la capacità di stupirsi di cose, eventi, dettagli apparentemente trascurabili. Essi sono i semi delle emozioni intime, dei sorrisi che rivolgiamo a noi stessi, sono la via per afferrare e vivere la magia che intride i nostri giorni e che spesso ci passa sotto agli occhi senza che riusciamo a percepirla.
Già, i semi. Così piccoli e così potenti. Scrigni di meraviglie, portano ovunque la forza dell'esistenza donandola al mondo, si fanno trasportare dal vento e dagli animali attendendo che il sole e l'acqua decodifichino il loro messaggio e con essi danno inizio a un nuovo ciclo, a nuovi frutti nati dall'evoluzione di un fiore o a nuove piante sorte dalla dirompente seppur silenziosa energia di un delicato germoglio.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
I germogli di porro contraddicono il loro aspetto fragile con un sapore intenso che stupisce e unisce i sentori della pianta adulta ad accenti terrosi e minerali. Sono il completamento ideale per molti piatti e donano a essi una spinta verticale.
Questa insalata unisce burrosi fagioli borlotti, robusti e dolci peperoni alla griglia, acciughe sapide, capperi floreali e i germogli che sostituiscono egregiamente una storica compagna dei legumi utilizzati: la cipolla.

giovedì 3 settembre 2015

SODA BREAD RELOADED - Pane senza lievito con formaggio e semi


CATEGORIA: prodotto da forno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il soda bread o pane alla soda è una preparazione che, considerando le varianti locali, accomuna diverse popolazioni, dai nativi americani ad austriaci, polacchi, britannici, serbi e irlandesi.

Il soda bread irlandese, cui si ispira la mia ricetta, è un saporito e robusto pane privo di lievito. Nell'impasto è impiegato bicarbonato di sodio al fine di favorire la lievitazione ed è tradizionalmente usato il latticello, il sottoprodotto acidulo del processo di lavorazione per ottenere il burro dalla panna. In sostituzione di questo ingrediente, non sempre facile da reperire, è possibile utilizzare latte addizionato con poco succo di limone.
Compatto, morbido, di lunga conservazione, è davvero delizioso, soprattutto se accompagnato da saporiti formaggi e buona birra.

Come tutti i pani distintivi di un'area geografica o di una cultura, il soda bread nasconde in sé un importante stralcio di storia e i significati lirici insiti nel pane, alimento basilare, cibo di conforto per eccellenza.

Per maggiori informazioni sul soda bread irlandese cliccate qui (sito in inglese).

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Non avevo mai preparato il pane alla soda  fino a ieri, quando, presa dal desiderio di panificare, ma dovendo fare i conti con il poco tempo a disposizione, ho setacciato il web alla ricerca di un'ispirazione.
Pensando a un pane così rustico, destinato a saziare gli appetiti più impenitenti, ho deciso di arricchirlo con la carezza lattea dell'emmentaler grattugiato e il gusto tostato dei semi, capaci di completare e arricchire numerose preparazioni. Il risultato? Buonissimo!

mercoledì 2 settembre 2015

ZUCCOSANDO - Sformatini speziati di zucca con pomodorini profumati al lime


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Settembre è arrivato. Ogni anno mi stupisce con la sua bellezza romantica la sua natura ibrida. Prende per mano l'estate e la accompagna dolcemente verso la sensualità dell'autunno. È teatro delle metamorfosi del sole che da festoso, carnevalesco, diventa languido, producendo ombre sempre più lunghe e prospettive meno nitide che lasciano spazio a sogni, fantasie e immaginazione.

La trasformazione dell'estate in autunno è magia pura. È maturazione dei sensi, meditazione, eleganza.
Dal rosso gioioso dei pomodori all'arancio saturo delle zucche, dal cremisi acceso della polpa dei cocomeri al porpora delle prugne, dal nero furioso delle more al viola cerebrale dei fichi maturi: la cucina di questo momento dell'anno è colma di stimoli, suscita il desiderio di afferrarla, viverla fino in fondo e consapevolmente, ma anche di trovare la forza di lasciarla andare quando avrà fatto il suo corso. Solo in questo modo, rinunciando all'illusione di un'effimera eternità, potrò ritrovare e apprezzare il suo aureo splendore e la sua comunicatività.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Dolcezza e asprezza si fondono in questo piatto come i ricordi dell'estate si uniscono alle fantasie sull'autunno.
La zucca estiva dolce ma ancora fresca, le patate nuove non ancora pastose come lo è l'inverno, le carote gioiose e zuccherine si mescolano alle spezie che regalano sapore. I pomodorini profumati con la scorza del lime contrastano con la loro acidità.