martedì 23 luglio 2013

SLELLY The Dark Side of Kitchen e NOLAB ACADEMY - La ricetta dello chef Roberto Cuculo, QUENELLE DI RICOTTA AL DRAGONCELLO SU CREMA DI PISELLI PETALI DI POMODORO E SPECK CROCCANTE

Cari lettori,

come sapere, questo blog collabora con NOLAB ACADEMY, un ente di formazione che guarda alla preparazione dei futuri professionisti con occhi (e mente) innovativi (vai al sito).

La ricetta che segue è stata creata dallo chef Roberto Cuculo e sperimentata durante i corsi.

Di seguito troverete gli ingredienti e il procedimento...il tempo dei piselli freschi è lontano, ma questa ricetta vale la pena di essere conservata nell'attesa di poterla realizzare.

A presto.

Paola Uberti,
SLELLY - The Dark Side of Kitchen



lunedì 22 luglio 2013

TANTO DI CAPPELLO - Antica versione senza cacao del Bonet alla monferrina


CATEGORIA: dessert

I CINQUE SENSI PIU' UNO. SENSAZIONI E RICORDI
Il Bonet è un dolce al cucchiaio rappresentativo della gastronomia piemontese.

Il suo nome, tradotto dalla forma dialettale, significa "cappello". L'origine di questo nome pare derivare dal fatto che, trattandosi di un dolce, il Bonet era servito alla fine del pasto facendo da cappello al menu oppure perché il cappello è l'ultimo indumento indossato prima di uscire. Altre scuole di pensiero indicano che il nome di questa specialità derivi dalla forma dello stampo originariamente utilizzato per la sua realizzazione che aveva la forma di un copricapo.

Indipendentemente dall'origine del nome, questo dessert che appartiene alla famiglia dei dolci al cucchiaio come i budini ai quali è affine per preparazione e cottura, da secoli è presente nella lista delle specialità regionali (le tracce più antiche risalgono al XIII secolo).

Come tutti i piatti tipici, il Bonet esiste in differenti versioni, a seconda della zona di produzione. Esistono ricette che prevedono l'utilizzo degli amaretti secchi assieme alle nocciole o di uno solo di questi elementi. Nella lista degli ingredienti è possibile trovare anche il caffè, il rum o il marsala secco.
Il cacao è protagonista assoluto del Bonet per come è conosciuto oggi, ma la versione antecedente alla scoperta del Nuovo Continente dal quale l'Europa ha importato la pianta cara al dio Quetzalcoatl, il Bonet alla Monferrina per antonomasia, era una sorta di budino bianco nel quale si utilizzavano amaretti secchi.

martedì 16 luglio 2013

EVVIVA!

Carissimi lettori,

chiedetemi se sono felice :-)

Una mia ricetta è stata selezionata da una giuria di chef stellati per essere pubblicata sul sito di Parmigiano Reggiano e in un ricettario che uscirà a settembre, nel contesto del concorso dedicato allo SMART COOKING, una pratica sana e responsabile che combatte gli sprechi in cucina.

La ricetta scelta è CHI SPRECA E' UN BROCCO...LO - Crostatine di pane raffermo con gambi di broccolo, foglie di cipollotto e mozzarella di bufala (vai alla ricetta).


A presto!

Paola Uberti,
SLELLY - The Dark Side of Kitchen


giovedì 11 luglio 2013

TUTTODORO – Risotto agli scarti di pomodoro con pomodorini caramellati


RICETTA CREATA PER TIENDEO (http://www.tiendeo.it/blog/) E PER IL PROGETTO SCRIVANIE VERDI (http://www.tiendeo.it/eco/)

CATEGORIA: primo piatto

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Sabato scorso, tra le altre cose, ho preparato un’insalata di pomodori al cumino taglia jumbo per i 20 ospiti affamati e annichiliti dal caldo che hanno varcato la soglia di casa mia.
Pulendo gli ortaggi, mi sono trovata tra le mani un grande quantitativo di calotte, polpa e semi interni che non erano adatti a far parte di un’insalata, ma che avevano sapore da vendere.
Ho utilizzato gli scarti per preparare un brodo destinato a un risotto al pomodoro, dove l’acidità è bilanciata dalla dolcezza dei pomodorini caramellati e dalla rotondità del formaggio fresco spalmabile usato per mantecare.
La quantità di scarti necessaria alla realizzazione di un brodo saporito è elevata (1kg). Dal momento che so non capita tutti i giorni di pulire un intero orto di pomodori, vi consiglio di surgelare man mano la materia prima per poi utilizzarla al bisogno immergendola direttamente nell’acqua fredda per il brodo, assieme agli aromi.
Il risultato è un risotto cremoso e saporito che porta in sé l’abbagliante bellezza (e bontà) dell’estate.

lunedì 1 luglio 2013

RISATA - Insalata di riso "grigliata" con verdure e salsa di robiola, curry e menta


CATEGORIA: piatto unico

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Per una delle mie amiche, io sono quella delle "insalate strane". In effetti mi diverte moltissimo sperimentare accostamenti di sapore non consueti, specie quando preparo un'insalata di riso o altri cereali, piatto ideale per la stagione estiva, capace di trasformarsi in mille modi diversi.

Cereali, carne, frutta, verdure, formaggi, spezie, erbe aromatiche, si mescolano e si sposano all'insegna del sapore e della freschezza e sanno regalare ai buffet allegria e spensieratezza fatta di estate, serate all'aperto, riunioni tra amici.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
A casa mia estate è sinonimo di griglia. Da quando ho iniziato a viaggiare negli Stati Uniti e a collezionare libri interamente dedicati alla sacra arte del barbecue, ho appreso che la quantità di cibi che possono essere grigliati è pressoché infinita. Per questa ragione, quando il sole illumina i lunghi pomeriggi di giugno e grilli e cicale accompagnano la preparazione dei pasti, uso spesso e volentieri barbecue o piastre di ghisa per cuocere gli alimenti.

La ricetta che segue ne è un esempio: ad esclusione del riso, tutti gli ingredienti principali affrontano la prova del fuoco, abbrustolendo e sprigionando gusti e profumi deliziosi. Il condimento a base di robiola e curry conferisce cremosità, acidità e un accento speziato.

AMOURO - Torta di sfoglia con pesche, cioccolato e amaretti


CATEGORIA: dessert

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
È vero, mi piace tremendamente sperimentare insoliti accostamenti di sapori e ingredienti, ma a volte il ritorno alla tradizione è necessario. Serve a confermare di non aver preso la strada che parte dalle mie origini e dai miei ricordi di cucina.

È straordinario come il cibo, fatto di sensazioni tattili, odori, colori, consistenze, sia in grado di provocare la chimica cerebrale e scatenare pensieri del passato che emergono con sorprendente spontaneità. Il cibo è anche puro istinto, ovvero qualcosa di inafferrabile e inspiegabile. C'è istinto nel ricordare di essere stati nutriti con piatti entrati a far parte della propria tradizione famigliare e nel passare al lato attivo della nutrizione cucinando per una persona che si ama e con la quale si condivide la vita.

In occasione del compleanno di Mauro, il mio compagno, ho preparato una cena a base di piatti piemontesi, nel rispetto delle nostre origini. Entrambi amiamo molto la cucina della nostra regione, soprattutto perché in essa ritroviamo non solo gusti, ma anche gesti, immagini, sensazioni che entrambi colleghiamo al nostro passato.

La cena si è conclusa con uno scambio di sguardi e parole che fatico a descrivere per quanto intenso e ricco di significati riconducibili al profondo legame che unisce cibo e anima. Mauro ha assaggiato la torta, ha riconosciuto parte della sua storia nel sapore che ha sentito, mi ha guardato con la sua espressione felice e grata e ha detto: "Ma è il mio dolce preferito..."

LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO - Hamburger di melanzane e cereali al finocchio e limone con pomodorini


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
L'estate mi trascina naturalmente verso gusti e accostamenti tipicamente mediterranei.

Lunghe giornate di sole, la porta di casa aperta all'aria calda e ai rumori che attraversano l'atmosfera sonnolenta dei pomeriggi, le piante aromatiche che si crogiolano pigramente al sole, lievemente mosse dal vento delicato, mi traghettano verso sapori pieni di luce solare, ricordi di mare, di prati calmi che a sera esplodono nel canto di mille grilli.

L'abbondanza di frutti e verdure estivi è un autentico dono. Quest'anno caratterizzato da una primavera irascibile e indipendente nel voler fare del clima ciò che meglio ha creduto, regala una strana commistione di materie prime. Assieme a meloni e angurie si possono gustare le ciliegie che ancora costellano le chiome rigogliose degli alberi sulla collina di Pecetto. La stagione delle fragole e degli asparagi si è allungata fino a lambire l'estate. È un anno davvero strano il 2013 da questo punto di vista. A volte penso che sarebbe bellissimo se questa ricchezza di vegetali durasse per sempre, poi penso a quanto sia educativo assistere al naturale avvicendarsi di frutti e verdure con il cambiare delle stagioni. Ciascun mese, con le proprie tipicità, fa sì che in me sia sempre vivo il desiderio di riassaporare gusti e risentire profumi a distanza di un anno.