giovedì 5 gennaio 2017

A BORDO DEL GUSTIBUS CON QUIDANOI ALLA SCOPERTA DELLE ECCELLENZE DEL TERRITORIO


Grazie al progetto QUIDANOI (vai al sito), voluto da Fedagri-Confcooperative (vai al sito) e all'amica Maria Antonietta Grassi del blog IL POMODORO ROSSO DI MANTGRA (vai al blog) che mi ha coinvolta, ho partecipato a una giornata che è stata stimolante oltre che formativa.

La sveglia di buonora, il viaggio in metro tra persone dirette al lavoro mentre io, felice, attendevo la mia fermata per iniziare un tour all'insegna delle eccellenze piemontesi a bordo del GUSTIBUS, un elegante mezzo attrezzato con cucina e saletta ristorante che ha portato me e altri amici blogger a Castiglione Faletto, in provincia di Cuneo, presso la CANTINA TERRE DEL BAROLO, dove siamo stati accolti con calore e entusiasmo da persone appassionate e competenti e da cibi e vini di alta qualità.

Dopo un viaggio rilassato e piacevole, durante il quale abbiamo partecipato a un "gioco" che ha messo alla prova le nostre capacità sensoriali, l'ingresso nella sede di Terre del Barolo è stato una rivelazione. Un ambiente accogliente, disseminato di bottiglie che meritavano di essere scoperte con la calma e la devozione che si devono a prodotti di livello nei quali si nascondono storie di territori e famiglie.

giovedì 22 dicembre 2016

Cheesecake alla ricotta piemontese (seirass) con sciroppo al caffè - COFFEESECAKE


CATEGORIA: dessert.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il seirass può essere considerato la ricotta piemontese, anche se la tecnica produttiva lo avvicina ai formaggi. A base di latte di pecora e vaccino, può essere arricchito con crema di latte, ha una consistenza morbida e cremosa e una pasta molto fine e meno granulosa della ricotta "normale". Tradizionalmente è confezionato in coni di lino.

Il seirass ha un sapore delicato ed elegante e si presta a moltissimi utilizzi, sia in piatti salati, sia in preparazioni dolci, come questa.

Del cheesecake amo la possibilità di variarlo in centinaia di modi e la semplicità che nasce dal suo cuore di formaggio delicato nel quale si agita una nota acida che trovo irresistibile e che contrasta le coperture o gli accompagnamenti più zuccherini.

Se poi lo strato cremoso è percorso dall'elegante sussurro della vaniglia e sferzato dalla forza di uno sciroppo al caffè in cui vibrano note tostate e amarognole, beh...io mi abbandono, non ho scelta. E nemmeno la vorrei...

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Questo cheesecake nasce da una ricetta "base", tratta da un libro di cucina acquistato negli Stati Uniti. È una preparazione che ho messo a punto nel tempo, adattandola alla mia passione per l'utilizzo della ricotta nei dolci.

Se poi mi parlate dell'abbinamento di due acidità straordinarie quali quella della ricotta ovina e del caffè, allora sfondate una porta aperta: oltre ad essa mi troverete ad aspettarvi con una fetta di cheesecake al seirass con sciroppo al caffè...

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER UNO STAMPO A CERNIERA DI 26 CM DI DIAMETRO (6 PERSONE)

Per la base del del dolce:
  • 150 grammi di biscotti del tipo DIGESTIVE
  • 45 grammi di zucchero di canna
  • 45 grammi di burro
Per lo strato cremoso del dolce:
  • 430 grammi di seirass piemontese o ricotta mista ovina-vaccina, addizionata con panna fresca
  • 320 grammi di formaggio bianco fresco, spalmabile
  • 130 grammi di zucchero di canna
  • 30 grammi di farina 00
  • 3 uova grandi
  • Alcune gocce di estratto naturale di vaniglia
Per la copertura:
  • Cacao in polvere q.b.
  • Caffè in polvere q.b.
Per lo sciroppo al caffè:
  • 475 grammi di acqua minerale naturale
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 126 grammi di caffè espresso (circa 3 tazzine)

mercoledì 21 dicembre 2016

Crema di zucca con gorgonzola e amaretti fiammeggiati in bicchierino - ZUCCA AL BICCHIERE



CATEGORIA: ricetta per buffet.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Finger food, buffet, aperitivo, happy hour...parole che sono sinonimo di "deliziami subito, qui, adesso".

Sì, perché le mini porzioni, i bicchierini o i piatti da gustare con le mani, in un solo boccone, sono piccoli piaceri che fanno della varietà una stimolazione continua.

Dalle verdure ai cereali e ai formaggi, dalle uova alle carni e ai pesci, non ci sono limiti.

Milioni di combinazioni classiche o ardimentose per celebrare momenti di festa o la fine di lunghe settimane all'insegna del gusto e di quel relax sornione che sa di auto compiacimento, ma anche di condivisione.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
La zucca, superstar del mondo vegetale in autunno e inverno, con la sua dolcezza pare essere stata creata dalla natura per accompagnare formaggi saporiti e robusti come il gorgonzola. Un tocco di amaretto sbriciolato che assume note affumicate grazie a un passaggio di fiamma ed ecco che elementi semplici si trasformano in un bicchierino sorprendente.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 6 MONOPORZIONI
  • 400 grammi di polpa di zucca butternut
  • Gorgonzola dolce q.b.
  • 6 amaretti secchi
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cipolla bionda
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiaini di aceto di mele
  • Sale q.b.
  • Pepe nero macinato al momento q.b.

giovedì 15 dicembre 2016

PIATTI DELLE FESTE PER TUTTI, il nuovo e-book di LIBRICETTE.eu



Il mio sito LIBRICETTE.eu vi regala il nuovo e-book di ricette per le prossime feste che a tavola mette tutti d'accordo.

Tante proposte per incontrare gusti e necessità di quanti vogliono o devono escludere alcuni alimenti, che piacerranno anche a chi non ha limitazioni.

Dagli stuzzichini ai dolci, l'e-book propone ricette "senza". Senza glutine, senza latticini, senza carne o pesce, senza uova...

Ce n'è per tutti i gusti!

L'opera nasce da un'idea mia e di Maria Antonietta Grassi ed è arricchita dalle ricette dei food blogger Monica Benedetto e il figlio Nicolo’, Monica Bergomi, Silvia De Lucas, Fernanda Demuru, Maria Antonietta Grassi, Silvia Leoncini, Roberto Leopardi, Monica Martino, Anna Laura Mattesini che sono i preziosi autori di LIBRICETTE.eu

Per scaricare gratuitamente l'e-book: http://libricette.eu/ebook-gratuiti.html

A presto con altre novità e BUONE FESTE A TUTTI!

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giovedì 8 dicembre 2016

IL BIANCO E IL NERO - Crostini di pane integrale con crema di taleggio al moscato passito e tartufo nero


CATEGORIA: finger food.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Ah, il tartufo. Preziosa pepita che non necessita della lucente livrea dell'oro per risplendere, ammaliare, attrarre indicibilmente. Sia esso bianco o nero, è una delizia ricercata, una concessione licenziosa. È la carezza esplicita di un profumo deciso o più delicato, un sapore unico.
Il tartufo, in tutte le sue varietà, racconta storie di nebbie novembrine che diventano vapori saturi di storie di uomini e dei loro cani, oppure di cene estive su terrazzi che si rinfrescano dopo pomeriggi arroventati che si concludono in tramonti tardivi, spettacolari, languidi.

E vogliamo parlare del taleggio?
Quando ho la pazienza di aprire un cassetto per prendere un apposito coltello, approccio questo formaggio con un minimo di dignità, altrimenti le mie dita sono strumenti perfetti per godere di un momento di piacere assoluto.

Il taleggio è un formaggio cremoso, profumatissimo, dolce che ha dato vita a piatti classici e che si presta benissimo all'elaborazione di ricette ricercate e diverse dal solito.

Prodotto come formaggio da tavola, il taleggio è ingrediente ideale di primi piatti ed è eccellente se accompagnato da frutta di stagione.

Ho realizzato questa ricetta in collaborazione con la COOPERATIVA LATTERIA SOCIALE DI CAMERI (vai al sito cliccando QUI), un'azienda che aderisce al progetto QUI DA NOI (vai al sito cliccando QUI).

La Latteria Sociale di Cameri, nata nel 1914, produce gorgonzola dolce, gorgonzola piccante, toma piemontese, toma blu, nivellina, verdalpe e, naturalmente, taleggio.

Questo formaggio di origini antichissime (pare risalga al X secolo), deve il proprio nome all'omonima valle bergamasca nella quale iniziò ad essere prodotto. Nel tempo l'area produttiva si estese sino a Treviso e Novara.

Proprio grazie alla Latteria Sociale di Cameri, alla nascita del Consorzio di Tutela del Taleggio attorno al 1924, Novara fu inserita tra le zone tipiche di produzione.

Per esaltare le qualità del formaggio, in questa ricetta ho deciso di sposarlo a saporito pane integrale e all'inconfondibile delizia del tartufo nero e del moscato passito per realizzare un piccolo finger food ricco, saporito e profumato.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 FINGER FOOD
  • 80 grammi di taleggio LATTERIA SOCIALE DI CAMERI
  • 4 cucchiaini di Moscato Passito Piemonte DOC
  • 4 fette di pane in cassetta integrale preferibilmente artigianale (per una ricetta adatta agli intolleranti, sostituire il pane con un prodotto equivalente privo di glutine)
  • Tartufo nero q.b.

martedì 6 dicembre 2016

UN E-BOOK INTERAMENTE DEDICATO ALLA CASTAGNA - RICETTE, CULTURA, CURIOSITA'


È online il nuovo e-book gratuito di LIBRICETTE.eu!

CASTAGNA
dal bosco alla cucina 
Autori vari

Un'opera inedita, realizzata dagli autori di LIBRICETTE.eu, con il contributo di Paolo Armando - La Tigre di Masterchef 4 e dei Fotografi Ambulanti.

Ricette, cultura, curiosità dedicate a un frutto meraviglioso: il protagonista della Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo.





LIBRICETTE.eu - LA PRIMA LIBRERIA ONLINE DEDICATA AGLI E-BOOK DI CUCINA


Cari amici,

dopo lunghe settimane di lavoro, posso finalmente comunicarvi che il mio nuovo progetto dedicato alla cucina e alla cultura enogastronomica è nato.

COS'È LIBRICETTE.eu?

LIBRICETTE.eu è la prima libreria online dedicata agli E-BOOK DI CUCINA gratuiti o a pagamento, realizzati con la collaborazione di food bloggers esperti e competenti.

Oltre agli e-book, ti offre informazione e cultura sul mondo dell'enogastronomia: nella sezione IN EVIDENZA sempre nuove ricette, articoli, utili ENOGASTROSCHEDE di approfondimento, notizie per tenerti aggiornato su novità ed eventi.

LIBRICETTE.eu, inoltre, collabora con gli operatori del settore cibo e bevande di qualità per consigliarti il meglio e aiutarti a conoscere le eccellenze italiane e internazionali.

Il coinvolgimento emotivo e la deontologia professionale per noi sono al primo posto. Senza emozione non può esistere un buon progetto e crediamo nell'importanza dell'onestà intellettuale: diamo visibilità solo a quegli operatori che, a nostro avviso, lavorano con cura e coscienza per offrire alta qualità. Assaggiamo, conosciamo e proviamo prima di parlare...

Non siamo giornalisti e non siamo critici. Siamo persone appassionate come te che ogni giorno lavorano e studiano per accrescere conoscenze e competenze nel settore enogastronomico e vogliono parlarti con il linguaggio dei cittadini.

LIBRICETTE.eu è un progetto sviluppato da UP CONSULTING di Paola Uberti in collaborazione con il food blog SLELLY.

Vi aspetto!

www.libricette.eu 


lunedì 14 novembre 2016

TONNO E CARCIOFINI 2.0 - Polpettine crude di tonno e carciofi disidratati al lime


CATEGORIA: antipasto o secondo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Questa mattina mi appresto a scrivere una ricetta nella quale ho utilizzato un ingrediente per me insolito, proprio mentre alla radio parlano dell'importanza di andare oltre abitudini e convenzioni, ragionando su una di queste ultime: avvicendare le voci di un elenco in ordine alfabetico.
Se lo facessimo in ordine anti alfabetico, crollerebbe il mondo? Destabilizzeremmo un ordine supremo aprendo le porte del nostro mondo al caos? A volte fare le cose in un modo inconsueto ci aiuta a considerare nulla scontato e a guardare fatti e persone da più punti di vista. Come quando ci si sforza di compiere con la sinistra un gesto che solitamente coinvolge la mano destra.

La cucina non fa eccezione in fatto di cambi di prospettive: un carciofo, lo si può utilizzare solamente fresco o quando esso è privato dell'acqua che contiene, diventa un ingrediente stimolante? Esercizi di elasticità mentale...


IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Quando ho aperto il pacco che mi è stato spedito e ho trovato le argentee bustine contenenti verdure disidratate, mi sono confrontata con un ingrediente cui non sono particolarmente avvezza, ma ho provato l'ebbrezza della sperimentazione e della conoscenza. Mi sono chiesta quali fossero gli utilizzi canonici e in quale modo, lasciando lavorare istinto e curiosità, io potessi in qualche modo fare mie quelle materie prime, dandone un'interpretazione.

Ho realizzato questo piatto semplice e veloce in collaborazione con FARRIS, un'azienda di Orsara di Puglia, in provincia di Foggia, che produce ortaggi disidratati, semidry (privati quasi completamente dell'acqua naturalmente contenuta) e dry freeze (a cavallo tra disidratazione e surgelazione), destinati all'industria alimentare.

Rispettando severi standard qualitativi e avvalendosi della varietà vegetale che il territorio mette a disposizione, Farris controlla tutte le fasi produttive, dalla coltivazione (anche di materie prime biologiche, provenienti da lotta integrata e dotata di certificazione Global Gap), alla consegna del prodotto lavorato.

Tramite un processo produttivo moderno ed efficiente, i vegetali di Farris conservano gran parte del sapore, del colore e sono sicuri.

Farris (vai al sito cliccando QUI), aderisce progetto QUI DA NOI (vai al sito cliccando QUI).

#QuidaNoi #tonnoecarciofini #antipasti # fingerfood #ricetteveloci #slelly 

mercoledì 2 novembre 2016

UN UOMO, LE SUE MORBIDE CARNI E LA DIPENDENZA DALLA “FARINA” - MARCO RAMASSOTTO

ATTENZIONE! QUESTO ARTICOLO È FORTEMENTE SCONSIGLIATO AI MINORI DI ANNI 18 E ALLE PERSONE IMPRESSIONABILI A CAUSA DEI CONTENUTI ESPLICITI.

Ho attratto la vostra attenzione? Sì? Bene, iniziamo proprio da qui.

Iniziamo da quei messaggi utilizzati per catturare occhi e cervelli dei consumatori, con lo scopo di magnificare caratteristiche dei prodotti che con l’origine, il contenuto, la qualità e gli aspetti nutrizionali degli stessi hanno poco a che fare. Troppo poco.


Siamo umani, siamo emotivi, siamo insicuri (tutti a modo nostro, per un motivo o per l’altro), abbiamo bisogno di essere sedotti ma anche di conforto, specie se si tratta di qualcosa che dobbiamo ingerire o dare ai nostri figli. Molti maestri di un certo tipo di marketing lo sanno e fanno leva su quest’aspetto per rassicurarci, facendoci accomodare su un letto di rose alle quali sono state rimosse le spine, una a una, minuziosamente. Mmmhhh quanto è comodo e profumato, accogliente e tranquillizzante questo floreale giaciglio, ma… Perché un MA c’è, eccome se c’è: persi nei nostri sogni di consumatori che si sentono al sicuro, disimpariamo progressivamente che le rose le spine le devono avere per essere definite tali.

Moderni Ulisse che navigano tra banchi dei mercati o scaffali della grande distribuzione, cullati dal dolce canto delle sirene in forma di confezioni, non solo scordiamo che una rosa priva di aculei dovrebbe insospettirci, ma non ragioniamo sul fatto che una rosa è diversa da una margherita, da un garofano, da un tulipano, ha odore, finalità, significati, intima essenza differenti.

Quando ho incontrato Marco Ramassotto, cui è dedicato questo mio scritto, mi sono presentata con il blocco degli appunti le cui pagine risplendevano di virginale candore. 

Istintivamente non ho preparato domande: conoscevo già il mio interlocutore e presentivo che la nostra non sarebbe stata un’intervista, ma un dialogo, una chiacchierata costruttiva da affrontare con spontaneità, permettendo a essa di seguire il corso naturale che ci ha portati a confrontarci su argomenti che hanno un profondo legame con il cibo.

Allo stesso modo, quello che sto scrivendo non è uno strutturato e pianificato susseguirsi di argomenti: nasce da ricordi di parole, stimoli ed emozioni che si concatenano e generano l’uno dopo l’altro e l’uno con l’altro, seguendo il principio della vita.


Marco, assieme al padre Oreste che ne è titolare, conduce dell’AGRI MACELLERIA RAMASSOTTO di Piossasco (TO), avviata nel 1982 dal padre ma che affonda le proprie radici nell’attività di famiglia nata nel primo ventennio del ‘900. Qui sono allevati circa cento tra bovini e suini ed è offerta carne seguita e sorvegliata sin dal seme che genera ciò che gli animali mangiano. Quando si dice filiera controllata e lo si fa a ragion veduta.


Non di sola macelleria si occupa Marco. Assieme a Lorenzo Cussino, Mattia Giardini, Alberto Iossetti e L’Agraria snc, ha fondato VIVA: LA NOSTRA FARINA È, con sede a Faule (CN). Un’azienda che produce farine vere sino al midollo e che, anche in questo caso, si preoccupa di offrire ai consumatori un prodotto creato e curato in tutte le fasi della sua vita, a partire dalla semina, passando per la produzione e la conservazione, con lo scopo di realizzare farina di altissima qualità, perché anche la materia prima migliore, lavorata male o con l’intento di conferirle prestazioni sconosciute alla natura, diventa pessima e potenzialmente dannosa.

Come può una farina essere viva? È più semplice di quanto si possa pensare: essa nasce da un elemento che è stato selezionato, seminato, curato, è cresciuto come la sua natura l’ha portato a fare, è stato raccolto e lavorato. Pensate a quante energie spirituali, mentali e fisiche sono state necessarie per fare tutto ciò. Pensate al miracolo insito nello sviluppo di un seme che germoglia, si consolida, occupa spazio, cambia aspetto, diventa alimento e, una volta unito ad altri, un piatto. Questa è vita a livello concettuale e fisico.

Una farina è viva anche perché acquisisce la facoltà di sostenere la verità: riflettiamo anche su questo. Non ho detto parliamo apposta. Parlare può essere generico. Parlando si può dire e, per uno straordinario paradosso, non dire, omettere.

giovedì 27 ottobre 2016

DOLCE COLLINA - Pera Madernassa sciroppata al basilico con crème brûlée e miele al tartufo

 

CATEGORIA: dessert.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
L'occhio scivola sulla superficie curvilinea di una pera Madernassa che rimanda alla forma della collina sulla quale il suo albero vive una vita lunga e tranquilla.

L'albero che ha visto stagioni avvicendarsi, donandogli verdi diventati gialli, poi ruggine. Stagioni che lo hanno spogliato perché riposasse senza affanni estetici e rivestito affinché celebrasse la vita con tante piccole foglie come grida di gioia smeraldo, ansiose di vibrare a minimo sussurro del vento.

Vento che ha portato semi e nuvole e pioggia e sole e di nuovo pioggia, contribuendo a spargere vita ovunque, giungesse essa su un cumulo di terra o in una fenditura del cemento.

Vita che si è rigenerata, che ha proseguito il suo infinito racconto e che è terminata solo per dare spazio a energie nuove, come è accaduto al primo albero di pere Madernassa che si è spento agli inizi del '900 a 130 anni dalla sua nascita, dopo aver donato al Piemonte un frutto straordinario che porta il germe della storia nella sua soda polpa e sotto la sua attraente, cangiante pelle.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
La parola pera, in un dessert al piatto, fa immediatamente pensare a una preparazione che si ammanta dell'aureo e impalpabile velo dell'eleganza.

In questa ricetta una pera Madernassa cotta in uno sciroppo al basilico si appoggia su una crema caramellata e si arricchisce del tocco particolare e straordinario del miele al tartufo bianco d'Alba. Ne nasce un avvicendarsi di sapori che vanno da quello ricco e piacevolmente grasso della crema a quello fresco del frutto, dalle note balsamiche e rinfrescanti del basilico a quelle difficilmente descrivibili perché quasi oniriche di un miele delicato, innervato dal profumo e dal sapore del tartufo bianco.

Ho presentato questa ricetta in occasione di un cooking show al quale ho partecipato ad Alba alla Fiera del Tartufo Bianco, nell'ambito del progetto Orto Qui Street Festival che si è concluso lasciandomi ricordi di bellissime emozioni.




OrtoQui è un'iniziativa voluta da Coop volta ed esaltare le eccellenze agricole del nord ovest italiano. Si tratta di un marchio collettivo che riguarda 15 fornitori e più di 60 prodotti che sono consegnati nei punti vendita entro 24 ore dalla raccolta (per maggiori informazioni cliccare QUI).


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COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per le pere sciroppate al basilico:
  • 4 pere Madernassa di circa 130 grammi ciascuna, non troppo mature
  • 1200 ml di acqua minerale naturale
  • 300 grammi di zucchero semolato
  • 12 grosse foglie di basilico fresco
Per la crème brûlée:
  • 160 grammi di latte intero fresco
  • 45 grammi di tuorli d'uovo
  • 40 grammi di zucchero
  • 40 grammi di panna
  • 1 cucchiaino di amido di mais
  • 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
Per rifinire:
  • Miele al tartufo bianco d'Alba q.b. (scegliete un prodotto di qualità che sia fatto con vero miele e autentico tartufo, in vendita nei negozi specializzati; basta poco prodotto per conferire un sapore straordinario al dessert, senza spendere cifre folli)
  • Zucchero di canna q.b.
  • Alcune foglioline di basilico fresco
COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO
Preparo lo sciroppo al basilico versando l'acqua e lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso.