giovedì 17 gennaio 2013

LENTICCHIEZZA - Lenticchie con verdure, scorza d'arancia e curry




CATEGORIA: contorno

I CINQUE SENSI PU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il cielo è di un non colore che si colloca in qualche indefinibile punto tra il grigio, il bianco e uno sbiadito celeste: promette neve. Sono sospesa in un'infantile attesa. Aspetto di vedere i primi, solitari fiocchi che cadono lenti verso la terra che si prepara ad accoglierli.

La mia casa è avvolta da una silenziosa e rassicurante pace. L'erba del giardino a nord è ghiacciata, come fosse cristallizzata in una dimensione parallela in attesa della primavera. Il gatto rosso di casa si affretta a rientrare pregustando un sonno ristoratore.

È indiscutibilmente pieno inverno. È il periodo dell'anno che sa di morbidezza e calore, di abbracci e comfort, di ore passate a osservare il fuoco di un camino che svanisce al sopravvenire di un sonno inaspettato nel tardo pomeriggio, quando si avvicina l'ora della cena che cuoce senza fretta in un rustico tegame di coccio.

lunedì 14 gennaio 2013

IL "RISOTTO" DEI TROLL - Scarti di cavolo nero al profumo di arancia, risottati


CATEGORIA: contorno.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Il cavolo nero, con la sua foglia carnosa, lunga e bitorzoluta, come lo è il naso di un troll, è fiero rappresentante della ricchezza vegetale invernale. Il suo aspetto mi fa pensare a una campagna vasta nebbiosa, umida e silenziosa, ideale nascondiglio di fate, gnomi e altre creature immaginarie.

Dopo giorni di straordinario tepore, ieri la collina è stata avvolta dalla nebbia e dal freddo. Può sembrare strano, ma la campagna in inverno mi affascina moltissimo. La sua quiete che sa di stasi rigenerativa è attraversata da suoni opachi e ovattati. Foglie secche miracolosamente rimaste attaccate a un ramo che, a un soffio di vento, cedono e cadono adagiandosi sui prati bagnati, piccoli animali che cercano cibo, uccelli affondati nel calore delle loro piume che si chiamano l'un con l'altro, appollaiati sugli alberi spogli che paiono disegnati su un foglio di carta del colore della polvere.

In questi contesti immagino piccole creature partorite dalla fantasia popolare. Immagino le radici degli alberi ricoperte di muschio come rifugi di folletti e troll che adornano i propri copricapi con ghiande e colorati funghi velenosi. Immagino scattanti scoiattoli usati come cavalcature, ricci di castagne ormai secchi e vuoti che diventano armi da difesa, feste e baccanali sotterranei a base di idromele, proprio sotto ai miei piedi umani che attraversano la selva procurando rumori che sembrano essere sussurrati attraverso un cuscino di pacifica e tranquillizzante bruma.

martedì 8 gennaio 2013

PATATE SPETTINATE - Patate ripiene di "guacamole" di avocado e zucchine con ricotta stagionata


CATEGORIA: antipasto

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
Della generosità delle patate non si discute: arricchiscono e completano i menu e danno modo di variare in cucina. Sono buone in insalata, al forno, fritte, lessate, travestite da pingui e fondenti gnocchi.

Gialle, bianche, rosse, le patate sanno di rotondità, rustica delicatezza e calore. Si accostano alla carne, al pesce e alle altre verdure con una capacità di trasformazione che fa invidia ad Arturo Brachetti. Sono materne e accoglienti compagne delle convalescenze quando bollite e condite con un filo di olio e un pizzico di sale e sono irresistibili sirene incantatrici quando emergono, solari e croccanti, dalla frittura.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
L'elenco dei pregi delle patate è lungo. Ai primi posti della classifica si piazza il fatto di poter risolvere una cena in cui sia necessario stringere i tempi senza rinunciare al gusto. Proprio in condizioni del genere è nata questa ricetta.

Arrancando in cucina, stanca come se avessi corso da Maratona ad Atene trasportando il discobolo di Mirone sulle spalle, ero alla ricerca di un'idea semplice e veloce che ben si adattasse a una sera straordinariamente tiepida di inizio gennaio.

Spontaneamente ho pensato alle barchette di patata che ho cucinato centinaia di volte, nelle più differenti versioni e nelle più diverse occasioni. La necessità di utilizzare un avocado ha fatto il resto...

sabato 5 gennaio 2013

LA FIABA DEI FAGIOLI MAGICI - Sformatini dolci di fagioli


CATEGORIA: dessert

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI
E' un retaggio dei tempi dell'Istituto d'Arte: sperimentare accostamenti insoliti, approcciare i colori e i materiali con la curiosità che spinge ad andare oltre il consueto.

Oggi che ho maturato passione per il cibo, mi accorgo che questa eredità fa parte di me e di essere naturalmente attratta da giustapposizioni inusitate e curiose delle materie prime.

La cucina, come l'arte, è un ambito culturale e creativo in cui il "materiale" può essere manipolato e reinventato all'infinito con lo scopo di soddisfare l'anima che grida il bisogno di espressione.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA
Ho preparato questi sformatini per la prima volta due anni fa, in occasione di una cena con amici che hanno accolto con entusiasmo l'idea di un dessert a base di fagioli, un ingrediente che di solito sta alla base di robusti piatti della tradizione.

Questi legumi, con la loro naturale dolcezza, si sposano al latte di cocco e alla cannella regalando al palato un'esperienza non solita, ma interessante e deliziosa. Il cioccolato fondente, con  il suo retrogusto amaro, smorza le note zuccherine e dona croccantezza, mentre la scorza di lime profuma il dessert, lo rinfresca e gli dona colore.