giovedì 19 gennaio 2012

GIANCARLO E PELLEGRINO - Ricordi di arte e riflessioni sulla cucina


Pellegrino Artusi




Giancarlo Pacini, prematuramente scomparso professore di disegno dal vero all'Istituto Statale d'Arte Aldo Passoni di Torino, ammoniva noi allieve ad ogni ingresso nella sua grande aula.

Il regno di Pacini pareva parallelo alla realtà contingente.  L'aula era una foresta intricata i cui abitanti erano grottesche riproduzioni di parti anatomiche del David di Michelangelo o visi di gesso di rara e delicata bellezza che ci osservavano silenziosi, offrendosi a noi perchè imparassimo a riprodurre la realtà sui fogli di carta spolvero. Gli alberi di questa foresta erano banchi a plancia che ci procuravano una punizione commutata in una torta se li lasciavamo inavvertitamente richiudersi da soli, procurando un rumore secco che feriva l'aria e la nostra religiosa concentrazione.

"Torta!", gridavamo in coro quando una di noi lasciava cadere la sua plancia. Sapevamo che alla lezione successiva, sulla cattedra di Pacini rintanata in un angolo dell'aula, si sarebbe materializzato un dolce.

L'aula di Disegno dal Vero (o semplicemente Dal Vero, come noi definivamo la materia in puro slang da navigate aspiranti artiste in piena rivoluzione post adolescenziale), era chiusa da una porta di legno verde scuro sulla quale il professore aveva affisso un foglio, ormai ingiallito, che ammoniva tutte noi a non abbandonarci alla fantasia prima di aver stretto un profondo sodalizio con la realtà.

Questo monito voleva insegnarci che per approdare a una coerente ed efficace astrazione artistica del mondo visibile era necessario conoscere a fondo la materia che ci accingevamo a trattare. Solo dopo aver maneggiato la 'realtà' con rispetto, devozione e umiltà, avremmo avuto il permesso di entrare con merito nel meraviglioso e abbagliante mondo dell'interpretazione e della stilizzazione personale.