giovedì 22 marzo 2012

CONTROCORRENTE - Tartine con uova di salmone, burrata e wasabi

CATEGORIA: portata da buffet.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI.
Semplicemente deliziose.

Queste tartine che, a onor del vero, non ho preparato io, ma sono state create da Mauro, il mio compagno, hanno innescato in me una reazione mentale che ha messo seriamente in discussione la mia razionalità.

Vi è mai capitato di assaggiare qualcosa che ha stimolato in voi reazioni cerebrali elettrochimiche finalizzate a farvi focalizzare un solo, unico obiettivo, ovvero mangiare quel qualcosa senza mai fermarvi?

A me è successo con questa preparazione. L'ho assaggiata a occhi chiusi: faceva parte di una splendida sorpresa. Il suo sapore è letteralmente esploso nella mia bocca, in un susseguirsi di gusti ora delicati, ora aggressivi, ora avvolgenti e morbidi, ora stimolanti e pungenti.

Ciò che è annunciato dall'estetica accattivante delle tartine è una promessa mantenuta. Il colore vibrante e brillante delle uova di salmone che, nella loro forma rassicurante celano un potente e delizioso sapore di pesce, si appoggia sulla candida nuvola di burrata, elemento che conferisce alla ricetta una rotondità piena e appagante. Il wasabi è un come gridolino di felicità. Un urletto, un verso di gioia incontenibile che sfugge dalle labbra.

Il sapore delle uova di salmone dilaga in bocca, poi è catturato dalla grassezza della burrata e dalla delicatezza del pane che traghettano il palato verso l'apoteosi, verso l'ultimo sapore percettibile, quello appuntito e prepotentemente rinfrescante del wasabi.

Mauro, grazie per questa fantastica esperienza di sapore, incredibilmente stimolante.

martedì 13 marzo 2012

POPEYE PEDEMONTANO - Fusilli di farro con Castelmagno, spinaci e nocciole


CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI.
Il Castelmagno è una delizia che porta in sè una contraddizione quanto mai apprezzabile: la consistenza gessosa, delicata e  fragile fa da contrappunto a un sapore intenso e robusto, nel quale si riconoscono distintamente latte grasso e nutriente e fieno.

Ogni fetta di questo prezioso prodotto dell'eccellenza casearia piemontese è oro a tutti gli effetti. Non solo per il suo prezzo che mi spinge a pulirne la crosta recuperando anche la più piccola briciola, grossa come la pupilla di una formica nana, ma anche per il suo gusto superbo.

Il sapore del Castelmagno è avvolgente, pieno, pungente e vagamente amarognolo. Mangiarlo fa pensare a celle di stagionatura trattate come sacri templi dai delicati equilibri, alla storia centenaria dei gesti eseguiti per produrre questo capolavoro, a erba verde e tenera sferzata dalla brezza, al calore delle stalle e ai cumuli di fieno.

lunedì 12 marzo 2012

ANCORA TU - Conserva 'RRR Style' di panettone recuperato

CATEGORIA: conserva.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI.
Guardo lo spazio vuoto nel freezer dove ha stazionato uno di 'N' panettoni materializzatisi in casa mia sotto le feste. So che durerà poco questo entusiasmo da avvenuto recupero di un alimento solitamente destinato a finire male, quando il colesterolo post natalizio va a far compagnia alle stelle.

So che presto, troppo presto, toccherà a una colomba provare l'emozione di essere conservata a una temperatura da orso polare, nell'attesa che le mie sinapsi mi permettano di partorire un'idea interessante su come riciclarla, ma intanto mi godo questo appagamento della coscienza dovuto al rispetto della politica anti-spreco (vedi la collezione di ricette RRR Style).

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, si usa dire. Questa metafora della contagiosità di atteggiamenti, usi e costumi, ben si adatta anche alla cucina.
Avevo appena finito di preparare  la confettura di ravanelli e mele (vai alla ricetta), quando, guardando i grissini sul ripiano della cucina, ho pensato a realizzare una confettura, o meglio una conserva dolce, di grissini: autentico e verace comfort food. 

IL RAVANELLO INVASATO - Confettura di ravanelli e mele

CATEGORIA: confettura.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI.
Il mercato di Valle Sauglio, una frazione del paese in cui abito, potrebbe essere rinominato Lilliput Fresh Market.

Poco più di cinque banchi occupano una microscopica piazzetta in cui al sabato mattina persone che si conoscono ormai da tempo comprano e vendono, chiacchierano, si scambiano informazioni, parlano di cucina, cibo, materie prime, ricette.

Il banco al quale mi fermo sempre  ha un prezioso potere didattico: mi aiuta a capire quanto la mentalità da supermercato possa essere diseducativa.

Non voglio farmi paladina di una guerra alla grande distribuzione che, se approcciata con senso critico e intelligenza, non ha nulla di male, ma mi rendo conto che a volte la 'troppa scelta' e l'appiattimento della stessa, rischiano di distrarre dall'importanza dei cicli naturali di frutti e verdure e dalla relativa convenienza economica, nonché dalla genuinità e intensità dei sapori.





Il suddetto banco del mercato offre solo prodotti di stagione. Adesso nelle cassette di legno esposte non ci sono peperoni, non ci sono melanzane, non c'e' uva, non ci sono meloni. Ci sono invece verze, porri, carote, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, spinaci. Tutti locali e biologici.

mercoledì 7 marzo 2012

PASSAGGIO AL NORD - Fusilli di farro con verza, carote, patate e pecorino romano

CATEGORIA: primo piatto.

I CINQUE SENSI PIU' UNO: SENSAZIONI E RICORDI.
Siamo al giro di boa. Il Nord Italia è caratterizzato da quei giorni destabilizzanti ma magnifici in cui, di ventiquattro ore in ventiquattro ore, ci si può trovare immersi in un dolce anticipo di primavera oppure sotto una pioggia che pare novembrina, sferzati da un vento freddo che porta in città l'odore della neve sulle montagne.

Mentre un sospiro di nostalgia dell'inverno e del calore domestico che lo contraddistingue punge l'anima, un naturale e spontaneo desiderio di rinascita e rinnovamento inizia a stimolare mente e corpo.

Mi sento in un mutevole equilibrio. In uno stabile cambiamento. Questi giorni all'insegna degli ossimori stagionali portano ispirazioni culinarie in cui si può giocare con gli ingredienti, creando piatti che, per restare in tema di giochi di parole, sono definibili come conservator-progressisti.