domenica 13 novembre 2011

PATATE VINCENT(I) - Finti vol au vent di patate con Bagna Càuda.

CATEGORIA: antipasto.

I CINQUE SENSI PIU’ UNO: SENSAZIONI E RICORDI.
Povere, versatili e generose. Nascono e crescono al buio, protette dal caldo e sicuro abbraccio della terra. Sono come creature dell’oscurità che, grazie alla magia che le contraddistingue, non hanno bisogno di esibirsi di fronte al mondo attraverso immagini seducenti e colori attraenti. 

Arrivano nelle nostre cucine offrendosi a noi in tutta la semplicità della loro forma e del loro colore. Sobrie, piene, robuste, individualiste nel loro modo di essere irregolari e l’una diversa dall’altra, regalano alle nostre mani la sensazione tattile tipica di una superficie impolverata, ‘abbellendosi’  con un velo di terra quasi fosse cipria sul volto di una contadina in un giorno di festa.

Pensare alle patate mi ha fatto ricordare immediatamente il quadro di Vincent Van Gogh dipinto nel 1885, “I Mangiatori di Patate” e il commento che fece la mia insegnante di storia dell’arte nel descriverlo. Parlando della forza e della crudezza delle pennellate,disquisendo sulla la luce impietosa che scendendo dall’alto ferisce i volti dei contadini fino a distorcerli e renderli caricaturali, disse: “essi assumono tratti somatici che li fanno assomigliare a ciò che stanno mangiando, sono essi stessi patate.”



All’epoca dei fatti le mie compagne ed io considerammo quasi irriverente un commento del genere a un’opera d’arte, ma adesso lo leggo in modo diverso: è illuminante e fortemente simbolico.

Nel quadro di Van Gogh avviene una triplice fusione tra uomo e cibo: chi coltiva le patate le mangia e ne assimila a tal punto i significati da iniziare ad ‘assomigliare’ ad esse, identificandosi totalmente con la simbologia del tubero che, in questo caso, rappresenta semplicità, povertà, essenzialità, appartenenza al mondo rurale, duro, faticoso, privativo.

Come molti cibi ‘poveri’ la patata ha un fortissimo significato sociale e metaforico, capace di evocare rispettose e solenni immagini legate alla campagna e alla vita contadina. Il trasformismo che la caratterizza, però, la rende un alimento ‘trasversale’. Essa può dare origine a piatti semplici, come una patata lessata condita con soli olio e sale, piatti universalmente apprezzati come il purè, preparazioni venerate dai bambini come le patate fritte o eleganti come le patate duchesse, degne di accompagnare i più nobili e sofisticati piatti a base di carne.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA.
Sono proprio le patate duchesse ad aver ispirato questo piatto, realizzato una sera d'autunno dedicata alla degustazione della Bagna Càuda, nel tentativo di consumare quest'ultima in un modo inusitato, differente da quello canonico che prevede di accompagnare la salsa piemontese con verdure di stagione, crude o lessate.


COSA CI METTO: INGREDIENTI PER 20 FINTI VOL AU VENT.
  • 800 grammi di patate a pasta gialla
  • 20 cucchiai colmi di Bagna Càuda (vedi ricetta)
  • 1 uovo grande
  • 1 noce di burro
  • latte intero fresco q.b.
  • sale fino e pepe nero macinato al momento q.b.
COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO.
In una capace pentola inserisco le patate accuratamente spazzolate sotto l'acqua corrente. Copro le stesse con acqua fredda, unisco una presa di sale grosso e metto sul fuoco.



Lesso le patate sino a quando, inserendovi uno spiedo di legno, risulteranno molto tenere.

Scolo le patate e le pelo ancora calde.

Le passo in uno schiacciapatate, facendole cadere all'interno di un tegame.



Unisco una noce di burro, un pizzico di sale, una macinata di pepe, l'uovo e un po' di latte caldo. Con una frusta monto il purè con movimenti circolari rapidi e decisi. Il composto deve essere soffice e morbido, ma compatto e non liquido. Assaggio per regolare di sapore se necessario (considerate che la Bagna Càuda è molto saporita, attenzione a non salare troppo il purè).




Preriscaldo il forno a 180°C.


Preparo una grossa teglia o la placca del forno rivestendone il fondo con carta da forno.

Inserisco il purè di patate in una sacca da pasticcere con la bocchetta larga, dentellata.



Spremo una piccola quantità di composto sulla teglia o sulla placca e la appiattisco con le dita leggermente inumidite per formare un disco di circa 4 cm di diametro, spesso alcuni millimetri.





Seguendo il perimetro del disco così ottenuto, creo un anello che poi sovrasto con un secondo e un terzo al fine di ottenere una sorta di 'contenitore' la cui forma ricordi quella dei vol au vent di pasta sfoglia.




Inforno i finti vol au vent lasciandoli cuocere per circa 20' o fino a che risulteranno ben dorati e avranno formato una leggera crosta.



Un volta estratti dal forno, li riempio con un cucchiaio di Bagna Càuda bollente e servo immediatamente.



I PRESENTI E GLI ASSENTI: principali allergie e intolleranze alimentari.
Crostacei e prodotti a base di crostacei: NO
Uova e prodotti a base di uova: SI
Pesce e prodotti a base di pesce: SI
Arachidi e prodotti a base di arachidi: NO
Cereali contenenti glutine e prodotti derivati: NO
Soia e prodotti a base di soia: NO
Latte e prodotti a base di latte (compreso il lattosio): SI
Frutta con guscio e prodotti derivati: NO
Sedano e prodotti a base di sedano: NO
Senape e prodotti a base di senape: NO
Semi di sesamo e derivati: NO
Lupino e prodotti derivati: NO
Molluschi e prodotti derivati: NO
Patate e prodotti derivati: SI

Nessun commento: