venerdì 25 maggio 2012

TANTI AUGURI A ME - Slelly, The Dark Side of Kitchen compie un anno.

Oggi, 25 maggio 2012, questo blog compie il suo primo anno di vita.

Colgo l'occasione per riproporvi la prima ricetta pubblicata: è il mio modo di celebrare la prima tappa di un cammino che spero sarà ancora molto lungo.

A tutti coloro che credono e sostengono questo progetto, ovvero coloro che seguono Slelly - The Dark Side of Kitchen e a quanti hanno espresso il loro apprezzamento sulla pagina Facebook del blog.



Al mio compagno, Mauro, che 'ci crede davvero', che mi sostiene, che mi stimola e che...tante, tante altre cose.

A mio padre che, innamorato della sua 'bambina', la ritiene capace di riuscire in qualsiasi impresa.

A mio fratello che, nonostante i 600 km che ci separano, chiacchiera con me di insalate di anatra, di dolci ricordi e di speranze per il futuro.

Ai miei amici, che rispondono sempre "sì" ai miei inviti e siedono alla mia tavola con fiducia ed entusiasmo e con i quali passo serate che sanno di 'famiglia'.

Alle amiche speciali, che rendono la mia vita 'un piatto delizioso'.

A tutti voi, dal profondo del cuore, GRAZIE.

Paola,
Slelly - The Dark Side of Kitchen.

IL BACIO DELLA PERA ALLIGATORE – Baci di pomodori ripieni di Guacamole.

CATEGORIA: antipasto.

INGREDIENTI LEGATI ALLE PRINCIPALI ALLERGIE E INTOLLERANZE: NO

I CINQUE SENSI + UNO: SENSAZIONI E RICORDI.
Pungente e acido. Fresco e carezzevole. Aromatico e gustoso. Morbido e croccante. Aggressivo e delicato. Il Guacamole è una musica popolare, di quelle che restano in mente per giorni interi. E’ la magia visiva dell’accostamento di rosso e verde. E’ un denso mare in cui nuotano profumi e sapori. E’ una festa di strada nella quale si sovrappongono voci di anziani e di bambini



Non ho ancora avuto la fortuna di fare un viaggio in Messico, per cui i miei giudizi e le mie sensazioni si basano solamente su Guacamole preparati in ristoranti americani da chef messicani. Il migliore che abbia mai mangiato (almeno secondo i miei gusti) è stato preparato sotto i miei occhi in un ristorante di Las Vegas, da un ragazzo messicano che mi ha incantato con i suoi gesti esperti, sicuri e rapidi. I profumi che mi raggiungevano durante la preparazione erano la promessa di un’esperienza sensoriale da ricordare: promessa che è stata mantenuta.

Al secondo posto metto il Guacamole servito da ‘China Poblano’, un curioso e affascinante ristorante cino-messicano di José Andrés, dove ho anche potuto assaggiare il Margarita con spuma di sale e lime, sorbito con religiosa devozione mentre osservavo una ‘cocinera’ preparare tonnellate di tortillas alla velocità della luce.
Avventurarsi nella preparazione di un piatto così tipico, tradizionale e radicato nella cultura di un popolo è sempre rischioso: la ricetta del Guacamole che segue nasce da un mix di esperienza diretta, ricerca maniacale via web, risposte ad appelli lanciati su Facebook alla ricerca di qualcuno che avesse un amico/parente messicano e degli insegnamenti di Marcella, un’amica guatemalteca che mi ha raccontata la sua versione, ammonendomi a evitare di trasformare il Guacamole in un ‘Aguamole’, ovvero una preparazione imbastardita dall’utilizzo di panna acida e mayonese che, se da una parte aiutano a correggere gli errori nel bilanciamento di sapori, dall’altra annichiliscono i gusti.

IL VOLO PINDARICO: L'IDEA.
Una traduzione inglese folkloristica definisce l’avocado, ingrediente principale del Guacamole, Pera-Alligatore (Alligator Pear). Ho pensato a un modo insolito di servire questa salsa slegandola dai cibi cui spesso fa da contorno ed esaltandola nel suo ruolo di fresco e appetitoso antipasto.

La naturale tendenza a trasformare tutto ciò che maneggio in cucina in un cibo adatto a un buffet freddo, mi ha spinta a cercare il modo di ‘intrappolare’ il Guacamole in un contenitore o un guscio edibile che permetta di gustarlo come un bocconcino: da questo pensiero all’idea del bacio di dama il passo è stato breve. Il pomodoro è un ingrediente spesso utilizzato nella preparazione del Guacamole e, nella sua versione ‘mignon’, ovvero il pomodorino, grazie alla sua forma e alla sua consistenza, si presta perfettamente alla realizzazione di un bacio di dama salato.

COSA CI METTO: INGREDIENTI PER CIRCA 20 BACI.
20 pomodorini delle dimensioni adatte a diventare un bocconcino
1 avocado maturo
1 lime
1 cucchiaio di cipolla bianca finemente tritata
4 foglie di coriandolo fresco, finemente tritate
1 cucchiaio raso di cumino in polvere
1 cucchiaio abbondante di peperoncino Jalapeño privato di filamenti e semi e tritato finemente o la medesima quantità di peperoncini rossi.
1 cucchiaio e mezzo di olio EVO.
Sale q.b.

COME LO FACCIO: PROCEDIMENTO.
Lavo e asciugo i pomodorini, li taglio a metà e, con l’aiuto di un piccolo cuchiaino, li svuoto accuratamente. Salo leggermente l’interno e li pongo su carta assorbente da cucina con il taglio rivolto verso il basso affinchè perdano l’acqua di vegetazione.

Lavo e asciugo l’avocado. Lo taglio a metà in lunghezza ed elimino il nocciolo. Con un cucchiaio, raschio la polpa del frutto facendola cadere in una grossa ciotola.

Unisco subito il succo del lime che, oltre a bilanciare i gusti della salsa con la sua acidità, preserva la polpa di avocado dall’ossidazione.

Aggiungo al preparato la cipolla, il coriandolo, il cumino e il Jalapeño. Condisco il tutto con olio e sale per poi mescolare con una spatola di silicone o un cucchiaio di legno fino a che gli ingredienti saranno perfettamente amalgamati e la polpa dei frutti sarà ridotta in purea.

Utilizzando un cucchiaino, riempio un mezzo pomodorino e poi chiudo con l’altra metà (quando dispongo i mezzi pomodorini sulla carta assorbente devo avere l’accortezza di mantenere le due metà dello stesso ortaggio vicine tra loro, in modo che i ‘baci’, mantengano la forma del pomodorino originale). Fermo il bacio con un sottile bastoncino e procedo nello stesso modo fino a esaurimento degli ingredienti.



1 commento:

mantgra ha detto...

Auguri a te e al tuo splendido blog. Sei grande!!!
Maria Antonietta